Giacomo Jaquerio, pittore piemontese, nacque a Torino nell’anno 1375 circa da una famiglia con una lunga consuetudine con la pittura. E’ stato un pittore italiano, maggior rappresentante della pittura tardo gotica in Piemonte: fu attivo a Torino, a Ginevra, ed in varie località della Savoia. Lavorò al servizio di Amedeo VIII di Savoia. Dal 1429 dimorò stabilmente a Torino.
Visse al tempo di Masaccio, Brunelleschi, Jacopo della Quercia, il Beato Angelico e Donatello.
Venne a Pianezza e allestì il suo cantiere nell’antica Pieve di San Pietro.
Morì nel 1453 quando Mantegna aveva 22 anni, Antonello da Messina 23, Piero della Francesca 44 e Leonardo da Vinci compiva il suo primo anno di vita.
Nel 1914 venne ritrovata la firma, un’iscrizione autografa, del pittore nell’affresco della “Madonna in trono” presso la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, chiesa che conserva una importante testimonianza dell’opera dell’artista.
Da “Scoprire Pianezza – La Pieve di San Pietro”
Claudio Bertolotto (Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico del Piemonte).
La presenza di Jaquerio nella grandiosa impresa della decorazione del presbiterio di San Pietro a Pianezza non è mai stata messa in discussione, almeno per quanto riguarda la responsabilità del cantiere, costituiti da validissimi collaboratori che operavano spesso utilizzando cartoni disegnati dal maestro, sotto il suo controllo più o meno diretto.
Vari studiosi individuano inoltre la mano del maestro torinese in alcune parti del ciclo affrescato, attribuendogli l’esecuzione di talune raffigurazioni in prima persona o con la collaborazione di un aiuto.
A Jaquerio in persona è stato con buone ragioni riconosciuto il Cristo crocifisso della parete di fondo .
La delicata e intensa rappresentazione della sofferenza accettata per riscattare l’umanità, e le sottigliezze grafiche e pittoriche con le quali è sviluppato il tema, rendono quest’opera ben degna di figurare accanto all’Orazione di Cristo nell’orto e alla Salita al Calvario di Ranverso, delle quali costituisce l’ideale compimento, insieme con il Cristo di Pietà recentemente scoperto nella stessa sacrestia della precettoria antoniana.
Sempre a Jaquerio sono state riferite da Andreina Griseri, la Vergine sotto la croce (assai simile a quella della citata Salita al Calvario) e la santa Margherita sulla stessa parete, che nel volto fatto di lievissime sfumature rimanda agli umbratili tipi femminili di Sant’Antonio di Ranverso.
Il recente restauro consente a mio parere di attribuire al maestro anche la bellissima santa martire, finora seminascosta dallo scialbo, affrescata sul pilastro sinistro dell’arco d’ingresso al presbiterio.
Benché danneggiata dalle scialbature, specie nella parte inferiore, la nobile fanciulla rivela ancora una tale sapienza disegnativi e pittorica e una così particolare intonazione espressiva, che non sembrano trovare confronti se non nelle aristocratiche e tuttavia palpitanti figure femminili dipinte da Jaquerio.
Al grande maestro del gotico internazionale è stato infine motivatamente attribuito il san Michele Arcangelo affrescato sotto un arco verso la navata sinistra, “d’una dolcezza indicibile”, perché non solo egli è bello di fattezze anatomiche quasi effeminate, ma bensì è pudicamente addolorato del mestiere disimpegnato di carnefice del Drago, d’un essere del Creato purtroppo mostruoso e malefico (A.Cavallari Murat).
Volumi sulla Pieve di San Pietro di Pianezza:
Adorno - Bertolotto – Nicola – Parodi.
Scoprire Pianezza – La Pieve di San Pietro (2003)
C.F. Capello
Pianezza e le sue vicende (1965)
Taverna – De Caria
Luci d’arte a Pianezza . Immagini dell’anima di una città (1985)
Bibliografia
E. Castelnuovo, G. Romano, Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979
A. Griseri, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino, 1966
Ordine Mauriziano (a cura di), Sant'Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore, Gribaudo Editore, 1990
G. Romano, "Da Giacomo Pitterio ad Antoine de Lonhy" in G. Romano (a cura di), Primitivi Piemontesi nei musei di Torino, Torino, Cassa di Risparmio di Torino, 1996
S. Baiocco, S. Castronovo, E. Pagella, Arte in Piemonte - Il Gotico, Pavone Canavese, 2003
E. Pagella, E. Rossetti Brezzi, E. Castelnuovo, Corti e Città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Milano, Skira editore, 2006



