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Il Gruppo Consiliare

PIANEZZESI

PIANEZZESI - pianezzesi
Il Gruppo Consiliare Indipendente, costituito nel giugno 2008, è accompagnato nella comunicazione da un’immagine che trae origine dall’antico simbolo comunale che rappresentava un albero, elemento ricorrente nei gonfaloni comunali del territorio e la lettera P che indicava l’iniziale del nome della comunità cittadina.
Oggi l’albero rappresentato è un faggio come quello cresciuto nel giardino della Villa Comunale.
Un albero con la chioma verde che cambia in rosso con il mutare delle stagioni. Il suo tronco e i suoi rami sono di color grigio cenere.
E’ un grande albero ospitale che accoglie molti viventi di diverse specie. Offre un po’ di frescura a chi è di passaggio e un riparo o un nido a chi decide di fermarsi.
La P maiuscola indica Pianezza ma è anche la prima lettera del nome dei suoi abitanti ai quali è dedicato con simpatia il nostro impegno.  (Gennaio 2009)

Il Gruppo Consiliare Indipendente è rappresentato in Consiglio Comunale dal Consigliere Aldo Giordana
Il Gruppo utilizza un locale per riunioni presso la sede comunale di Via Rosmini nel giorno di venerdì in orario serale. 
Dispone di uno spazio sulla rivista comunale “Sotto la Torre” per pubblicare 2 volte l’anno un testo di una pagina dattiloscritta.
Il Gruppo sostiene le spese autofinanziandosi per gestire il sito internet www.pianezzesi.com, la casella di email pianezzesi@alice.it, la preparazione, pubblicazione e affissione di materiale informativo alla cittadinanza attraverso diffusione manuale e bacheche pubbliche. Il Gruppo non riceve finanziamenti pubblici. Per l’incarico di Consigliere Comunale è previsto un gettone di presenza per riunione di Consiglio Comunale e di Commissione Consiliare. L’importo medio netto percepito è di €. 600 annui.



UN CONSIGLIO COMUNALE

DEDICATO A GIOVANNI SOFFIETTI

Intervento di Aldo Giordana in Consiglio Comunale del 25 settembre 2010 riunito nel giardino del Palazzo Comunale in occasione della dedica della sala a Giovanni Soffietti

Prendo la parola a nome del piccolissimo gruppo consiliare indipendente Pianezzesi. I Consiglieri, insieme a voi, sono stati convocati oggi per una seduta speciale del Consiglio Comunale. Speciale perché normalmente il Consiglio Comunale non si riunisce in questo luogo anche se siamo nel Palazzo comunale. Speciale anche per l’ora e il giorno ma speciale soprattutto perché siamo qui per ricordare una persona, un pubblico amministratore che ha fatto del municipio la sua seconda casa: il sindaco di Pianezza Giovanni Soffietti.
Il geometra Soffietti, come era da tutti conosciuto, è stato un amministratore comunale che ha speso la sua vita al servizio della nostra comunità. Ed è per questo che è doveroso ricordarlo nella sede del Consiglio Comunale che per tanti anni ha saputo presiedere con autorevolezza.
In questa sede è giusto rendere un omaggio civile alla sua persona, oggi, a quasi due anni dalla sua morte, per la sensibilità istituzionale che ha dimostrato nel dirigere e guidare l’Amministrazione Comunale.
Una qualità sempre più rara ai giorni nostri e sempre più patrimonio di chi ci ha preceduto.
Il suo rispetto dell’istituzione comunale si traduceva anche in grande attenzione per i ruoli istituzionali ed in particolare, e ne rendo testimonianza, in correttezza nei confronti della minoranza che stava in Consiglio Comunale.
I tempi sono stati lunghi, le persone ed anche le forze politiche si sono avvicendate, ma la sua correttezza è rimasta integra anche nei momenti di confronto più accesso o difficili della sua esperienza politica. Un riconoscimento dovuto anche da parte di coloro che si sono confrontati su posizioni diverse e opposte.
Dobbiamo dire grazie per la passione che ha mostrato per il nostro paese.
Un impegno ed un legame che hanno fatto di lui oltre che un primo cittadino, un primo Pianezzese. Questa appartenenza o identità si rivelava in molti atteggiamenti, espressioni, modi di dire e modi di fare. Si rivela nella conoscenza profonda del nostro paese, di ogni suo angolo come nessun altro poteva vantare. Amava Pianezza perché la conosceva bene. Sicuramente Pianezza ha avuto un posto grande nella sua vita: il suo essere Pianezzese però non lo ha rinchiuso nella difesa di un piccolo paese ma lo ha guidato, con equilibrio, nel gestire le grandi trasformazioni che hanno attraversato la nostra cittadina e nel confronto e nella collaborazione con tanti nuovi Pianezzesi arrivati con l’immigrazione, in particolare dal Veneto e dal Sud. Oggi noi ci agitiamo tanto perché l’anagrafe comunale ha iscritto qualche centinaio di immigrati stranieri ma nel pieno dell’immigrazione degli anni sessanta e settanta a Pianezza l’anagrafe ha raddoppiato i suoi iscritti con immigrati che arrivavano da altre regioni. In piazza Cavour c’erano famiglie accampate eppure l’allora amministratore Soffietti ha saputo affrontare i problemi senza alzare troppe bandiere ma praticando concretamente quello che oggi definiamo integrazione. Dopo trent’anni da quel periodo noi indigeni siamo ancora qui, vivi e vegeti e anche in buona salute, nonostante l’invasione dei “barbari”, barbari con affetto. E sarà forse anche per questo modo pratico e non ideologico che il sindaco Soffietti non ha strizzato l’occhio ai movimenti che oggi vanno per la maggiore. Certo, nelle innumerevoli decisioni concrete di tutti i giorni rientrano le scelte giuste e qualche errore, ma Soffietti aveva una visione, un’idea del proprio paese.
Nonostante l’apparente pragmatismo, la sua azione seguiva una rotta di navigazione precisa. Una visione e una passione per il proprio paese sono la ricca eredità che ci lascia e di cui noi spesso trascuriamo l’importanza e che invece dovremmo sentirne un gran bisogno in tempi in cui i progetti e le direzioni sembrano confusi.
E infine il grazie della comunità cittadina al Sindaco Soffietti è per il servizio che ha reso a Pianezza. E’ stato un servizio lungo, iniziato da giovanissimo e portato fino alla soglia dell’ultimo passaggio. Lo ha svolto senza risparmio e, guardando alla storia recente, come nessun altro. Al di là del dovuto e del necessario. Oggi, se ci guardiamo intorno vediamo personaggi che pensano di ricoprire ruoli di responsabilità e di primo piano nelle istituzioni, nella grande politica come nella piccola politica, per prestigio personale, per i privilegi che sperano di ricavarne, per interessi personali o di gruppo o per merito o semplicemente per vanto. Nella realtà occupare un posto di responsabilità come quello di amministrare il Comune nel ruolo di sindaco significa prima di tutto rendere un servizio alla comunità. Sì, questo lo aveva capito il sindaco Soffietti e l’avevano capito i suoi concittadini di ieri e di oggi che gli hanno dimostrato e dimostrano ancora stima e affetto.


IL CONSIGLIO COMUNALE CHE APPROVA LA VARIANTE AL PIANO REGOLATORE
L’ennesima variante per continuare a cementificare Pianezza
Considerazioni del Gruppo Consiliare Indipendente “Pianezzesi” sulla deliberazione dell’amministrazione comunale che ha approvato la 17 variante parziale al Piano Regolatore nella riunione di giovedì 29 aprile 2010
 
Questa sera arriva alla discussione del Consiglio una proposta di variante al Piano regolatore, l’ennesima, la numero 17, dopo che fin dall’inizio di questa tornata amministrativa era stata annunciata una variante generale di Piano e dopo che la Giunta, ignorando il Consiglio Comunale, ha già approvato le linee guida della nuova variante generale. Delibera del 1 ottobre 2008. Il ritardo dell’approvazione della variante generale è stato addebitato alla Giunta Regionale del Piemonte che soltanto il 1 marzo scorso ha approvato il progetto definitivo della variante strutturale n. 11 e a nuove normative intervenute. C’è da chiedersi perché non si è atteso anche per le altre varianti e per i piani quadro, che sono anch’essi varianti, nel frattempo approvati o se tutte le modifiche intervenute non potevano essere considerate in un più ampio ragionamento di variante generale.
Non ricordo nessuna particolare urgenza se non quella probabilmente di assecondare richieste di privati almeno per quelle varianti o quei piani che sono stati promossi e richiesti dai privati.
In questo senso si è proceduto ad interventi sul piano regolatore che si potrebbero definire “ad personam”.
E in effetti per ricordare questi varianti spesso si cita proprio il nome del proprietario dell’area perché è più facile ricordare un nome proprio piuttosto che sigle e numeri imposti da atti ufficiali, naturalmente fuori dalle sedi ufficiali.
La conferma viene dal fatto che siamo in presenza di una istanza della proprietà pervenuta nel dicembre 2009 di trasformazione urbanistica di una porzione di territorio del nostro Comune finalizzata, in pratica a spostare la capacità edificatoria da una zona ad un’altra zona e questo perché il piano regolatore prevede sull’area interessata un vincolo derivante dalla fascia di rispetto della linea di alta tensione. Il proprietario chiede, come ci è stato spiegato nella passata seduta, lo spostamento di una porzione edificabile in un’area con destinazione a verde. Questo è il problema da risolvere.
Nella precedente seduta l’amministrazione in risposta ad una mia interpellanza aveva riferito che “c’è la disponibilità a cedere gratuitamente parte dell’area restante e l’impegno di attrezzare l’area ceduta. Non darei maggiori dettagli, almeno pubblicamente, perché la trattativa è in corso”.
Le conclusioni della trattativa sono oggi nella deliberazione che il Consiglio Comunale è chiamato ad approvare. Ammesso che tutte le conclusioni stiano nel provvedimento e non ci siano altre decisioni oltre la variante e mi riferisco ad altri impegni legati alla trattativa, che ne hanno determinato l’esito ma non sono negli atti che il Consiglio approva. Mi riferisco alla discussione in commissione sulle opere di sistemazione dell’area che verrà ceduta al Comune.
Sul metodo di procedere ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero che confermo tutte le volte che ci troviamo di fronte alla modalità che viene definita “urbanistica contrattata” secondo una tendenza diffusa che cambia i piani regolatori su impulso di interessi immobiliari. In questo contesto, quando qualche vincolo od ostacolo si sono frapposti all’avanzata della cementificazione allora con zelo e prontezza è arrivata puntuale una variante, di quelle che servono a sistemare le cose.
Lo dicevo già un anno fa e purtroppo succedeva ieri e succede oggi.
Nel merito del provvedimento soltanto alcune osservazioni:
Nella variante si fa una insalata di diverse aree CO1 – ES2 - V24 – per trasformarle in una ST29 che verrà successivamente sdoppiata in parte edificabile e in parte a servizi e verde come dovrebbe essere destino di tutte le aree ST.
Intanto l’area ES2 definita a destinazione residenziale la cui capacità edificatoria è stata utilizzata, a suo tempo, nell’ambito del PEEP denominato “San Bernardo”. Scritto così sembra dire che in passato la capacità edificatoria di quest’area è stata utilizzata nel computo della capacità edificatoria del complesso San Bernardo e ora se ne fa un secondo utilizzo rientrando nel computo della capacità edificatoria della nuova area che nascerà dalla variante, Un’area doubleface che può essere utilizzata più volte. Domanda. Questo è possibile? E’ possibile con una variante? E’ possibile anche per altre aree? Con queste operazioni come cambiano gli indici urbanistici?
 
L’area CO1 è definita come area a destinazione residenziale con capacità edificatoria vincolata dalla fascia di rispetto della linea ad alta tensione. E il cuore della variante sta proprio nello spostamento di parte dell’area fondiaria CO1 per un utilizzo in sede, definita, più propria della sua capacità edificatoria pari a mq. 580 di SLP.
In realtà le norme del piano regolatore quando definiscono la fascia di rispetto per diverse infrastrutture (pozzi, elettrodotti, cimitero, ecc) stabiliscono che non sono ammesse nuove costruzioni né l’ampliamento di quelle esistenti. Non è previsto che le costruzioni che non si possono realizzare nella fascia di rispetto si possono realizzare in qualche altra zona del territorio.
Se il piano prevedesse tale ipotesi, visto che individua aree edificabili nella fascia di rispetto allora avrebbe potuto prevedere, con una norma di carattere generale, in maniera astratta, la possibilità di trasferire capacità edificatoria. Ma questo non è previsto e quindi questa delibera in discussione introduce una norma particolare che si riferisce ad una proprietà particolare, in questo senso è “ad personam”, e così tutti coloro che potrebbero rientrare in una norma astratta, ne restano esclusi perché non li può riguardare. Seppure nelle stesse condizioni ciò che vale per uno, non vale per gli altri.
C’è inoltre un aspetto molto concreto ed economico di questa operazione. Quell’area CO1 che sulla carta ha una capacità edificatoria, collocandosi sotto un traliccio di alta tensione, di fatto non vale nulla, forse non serve neppure per il pascolo di capre, ma acquista un valore rilevantissimo grazie all’operazione di trasferimento di cubatura che ci viene proposto perché riacquista una possibilità concreta e reale che prima della variante non aveva.
E questo ripeto, soltanto per quell’area particolare e non invece per tutte le altre aree che si trovano sotto un elettrodotto.
Non ripeto qui l’altro aspetto discutibile della questione tralicci. In presenza di linee di alta tensione l’amministrazione comunale asseconda e favorisce la cessione al Comune di aree collocate sotto i tralicci che spesso poi restano inutilizzate.
L’area V24 è un’area destinata a verde pubblico a servizio dei cittadini del quartiere. Domanda. Perché nonostante il lungo tempo trascorso (almeno vent’anni) non è mai stata acquisita al patrimonio comunale? Eppure doveva essere possibile se ad esempio questo è avvenuto per la sua gemella di via Cassagna, la V23 dove oggi c’è un campetto di calcio e giochi per i bimbi. Perché la si e qui no? Si dice perché il Comune non ha i soldi per comprarla. Risposta sbrigativa e non vera perché non è stato neppure mai fatto un conto del denaro necessario per acquisire l’area V24 mentre per altri interventi i soldi sono stati trovati. Posso fare l’esempio del finanziamento a fondo perduto erogato alla Parrocchia per i lavori alla ex chiesa di San Rocco ed anche il parcheggio a servizio della Parrocchia. Li i soldi c’erano e qui no? Se i soldi c’erano se ne poteva almeno discutere prima di utilizzarli per prestiti che non sono mai stati restituiti.
E perché l’amministrazione non ha mai detto chiaro quanto costa acquisire quell’area rimanendo nel vago con generici rinvii ad inadempienze del passato. Dica quanto ci costa quell’area per capire se conviene scambiarla o acquisirla.
Ed infine la nuova area ST 29. Che cos’è un’area ST è scritto chiaro nelle norme del piano regolatore. In questo caso però la ST 29 è qualcosa di diverso. Le ST sono le aree destinate a servizi nel precedente piano regolatore e non acquisite al Comune. In quanto tali sono state tutte quante definite nel vigente piano regolatore e sono in numero di 28. Questo significa che con la norma vigente non si sono potute trasformare, a suo tempo, in ST ne l’area CO1, ne ES2, né la V24. La norma della ST non è cambiata e quindi perché oggi è possibile trasformare aree di diverse provenienza, che non sono della provenienza prevista dal vigente Piano regolatore, in area ST? Ritorna la stessa domanda? Ma questo si può fare anche per altre aree presenti sul nostro territorio o si può fare soltanto per le aree che hanno uno specifico proprietario? Credo che la risposta non può che essere che per questo caso specifico ma allora in questo modo si stravolge proprio la base che ha fondato quella norma. Dopo questo stravolgimento qualsiasi altro stravolgimento sarà possibile.
Con la variante si introduce anche un comma all’art 52 delle norme di attuazione che regola le aree ST con espressioni ambigue di difficile lettura quando si prevede la dismissione e realizzazione della porzione dell’area V24 che nel frattempo non sarebbe più tale perché è già ST29. Che cosa vuol dire “realizzazione della porzione dell’area V24”, anche in termini di spesa? Sarebbe interessante e utile saperlo ma anche inutile sollecitare una risposta qui dopo la discussione fatta in Commissione perché abbiamo avuto soltanto risposte generiche sostenendo che era già stato detto troppo e che non se ne doveva neppure parlare.
In mancanza di informazioni ho provato a semplificare i termini dell’operazione di questa variante per capire quali “grandi vantaggi” ne avrà il Comune. Non sono un esperto e quindi i miei sono calcoli che si possono definire “i conti della serva”.
Partendo dalla situazione attuale noi ci troviamo di fronte ad un terreno abbastanza grande, semi incolto, praticamente abbandonato che si trasforma in un acquitrino quando le piogge sono abbondanti. Da almeno trent’anni, ma forse più, è in queste condizioni. La proprietà, apprendiamo ora, è unica. In realtà in una parte di questo terreno il Comune, non è chiaro come sia avvenuto, ha sistemato un giardino pubblico. Un giardino pubblico su una proprietà privata senza che nessuno abbia mai fatto rilevare il fatto. Il terreno incolto è rappresentato sulle carte del Piano con diverse sigle che significano qualcosa per i tecnici ma che nella realtà non cambiano il valore di quell’area. Per un motivo o per un altro tutto il terreno è inedificabile. Detto più semplicemente su tutto quel terreno non si può costruire neppure un garage.
Quanto vale un terreno così? Personalmente ritengo che da un punto di vista ambientale valga moltissimo così com’è ma se faccio riferimento al ragionare comune che valuta un terreno in quanto possibilità di costruirci qualcosa sopra dovrei dire che vale pochissimo, quasi nulla. E’ probabilmente proprio perché si trova in questa misera condizione agli occhi del mondo che è sopravvissuto fino ad oggi alla cementificazione sistematica di ogni terreno libero. Adesso però le cose cambieranno e i valori di prima non saranno più quelli di domani.
Una parte significativa di questo terreno diventerà edificabile a tutti gli effetti.
Se volessimo confrontare come si rivalutano le aree con una variante basterebbe fare riferimento ai valori di mercato e il nostro Comune ha un riferimento recente e preciso da aree recentemente alienate. Il riferimento potrebbe essere l’area definita RT6 che consente una edificazione di 705 metri di superficie lorda di pavimento e che è stata venduta per 764.510 euro-
Basta fare le debite proporzioni con l’area in discussione che consente l’edificazione di 580 metri quadrati di superficie lorda di pavimento. Si supera tranquillamente i 600.000 euro.
Quanto vale l’area verde che verrà dimessa al Comune. Sarebbe corretto fare una stima ma anche qui basterebbe un confronto con altre cessioni analoghe o della stessa area V24 già ceduta a privati.
Basterebbero questi pochi conteggi per capire quali sono i veri vantaggi.
Comunque non farò altre domande anche per non avere risposte nervose come quelli avute in commissione. La mia preoccupazione è quella che il Comune non debba pagare un prezzo troppo alto in termini di aggiustamento di norme urbanistiche che sicuramente rendono un grande vantaggio al privato ma che poi non valgono il vantaggio che si vuole affermare in favore del Comune.
Come ho già fatto in passato, visto anche la posizione della maggioranza che è chiusa di fronte ai chiarimenti richiesti e anche alle critiche e osservazioni della minoranza, segnalerò con gli stessi argomenti la decisione di questa sera agli organismi di controllo.
Resta la constatazione che in questo Consiglio si viene soltanto per approvare pacchetti già pronti e confezionati dove le parole di chi non acconsente non contano nulla.
Lo ripeto ancora una volta. Questo piano regolatore approvato ormai 15 anni fa da una amministrazione di centrodestra e contestato dal centrosinistra perché prevedeva una espansione esagerata e non rispondente alle esigenze dei Pianezzesi, è stato gestito da un centrosinistra tutto teso ad incrementare nuova edificazione senza alcun reale vantaggio per la nostra città. La conferma viene dal fatto che le proposte del centrosinistra sono spesso approvate insieme con il centrodestra. C’è una visione comune senza una vera differenza, in queste cose.


IL SINDACO GIOVANNI SOFFIETTI
La Giunta Comunale in data 10 marzo 2010 ha deciso di intitolare la sala riunioni ubicata al secondo piano del Palazzo Comunale al geometra Soffietti. Di seguito il testo della motivazione reso pubblico: “Il geometra Giovanni Soffietti, nato a Pianezza il 4 febbraio 1025, è deceduto il 23 novembre 2008. Dal 1951 al 1964 fu vice sindaco nell’amministrazione retta dal Cav. Orazio Rapelli. Il 22 novembre 1064 fu eletto sindaco, carica che ricoprì fino al 1997, salvo una breve parentesi tra il 1976 ed il 1979.
Fra le sue principali realizzazioni, a testimonianza della sua perspicacia e della sua pragmaticità, si cita la costruzione del depuratore degli scarichi fognari, della torre dell’acquedotto, degli edifici scolastici per la scuola dell’obbligo e dell’infanzia e l’acquisto di Villa Leumann, con il conseguente restauro per destinarla a sede degli uffici comunali.
Si può a ragione dire che ha guidato e diretto lo sviluppo di Pianezza portandola dai sui 3583 del 1951 agli 11443 del 1997. Il suo attaccamento al paese e la sua personalità aperta e conciliante rimangono di esempio a tutti coloro che si impegnano nella gestione della cosa pubblica.”
Per sabato 15 maggio prossimo è prevista la convocazione del consiglio comunale per la commemorazione e posa di una targa con bassorilievo nella sala comunale già dedicata a Napoleone Leumann.
La decisone della Giunta Comunale è arrivata con la deliberazione n. 65 senza che il Consiglio Comunale ne fosse informato nonostante che un’apposita commissione con i capigruppo consiliari si fosse riunita, ultima riunione il 25/11/2009, per definire insieme, maggioranza e minoranza, modalità e tempi di intitolazione e cerimonia. Dopo diverse proposte della varie forze politiche, il sindaco e l’assessore delegato non hanno più riunito la Commissione. Un esempio di scarsa attenzione per il Consiglio Comunale che invece proprio il sindaco Soffietti aveva in grande considerazione.


GRUPPO CONSILIARE INDIPENDENTE
INTERROGAZIONI INTERPELLANZE MOZIONI
 
Per ricevere la risposta dell’amministrazione comunale richiedere a:  pianezzesi@alice.it

 
SEDUTA DEL 31 MARZO 2010
Riunioni della Conferenza di servizio su 4° lotto discarica Cassagna
Progetto di variante PRGC n. 17
Segnalazioni problemi del servizio raccolta rifiuti ecocentro e villaggio dei pini.

SEDUTA DEL 18 FEBBRAIO 2010
Accesso agli atti del consigliere comunale
Adesione al CSI e utilizzo servizi informatici
Introiti ICI su edifici industriali
Verifica stabilità edificio CST di via Maiolo
Edifici pubblici e privati con coperture di amianto
Rimozione impianti pubblicitari in via Piave fronte sede FATA
Conferenza di servizio per ampliamento discarica Castagna
Trasferimenti proprietà terreni in zona discarica Cassagna
 
SEDUTA DEL 26 NOVEMBRE 2009
Accordi per rilascio alloggi condominio via Masso Gastaldi
Chiusura asilo nido Certosa
IVA su tariffa rifiuti
Lavoratori senza salario della società TLC
Richiesta risarcimento danni su lavori scuola Nino Costa
MOZIONE: restituzione dell’IVA incassata sulla TIA (Tariffa Igiene Ambientale)
 SEDUTA DEL 13 OTTOBRE 2009
Manto d’asfalto della strada statale 24
Candidature per il nuovo consiglio di amministrazione CISSA
Coordinamento concorso di idee area ex cascina Lampo
Sistemazione area incrocio via san Pancrazio
 SEDUTA DEL 24 SETTEMBRE 2009
Una sporta di cotone in sostituzione dei sacchetti di plastica
Condizioni di sicurezza della via ciclabile sulle sponda della Dora
Trasferimento residenti alloggi di via Masso Gastaldi.
Indagine e accertamenti magistratura.
Rimborsi IVA su fatture tariffa rifiuti.
 SEDUTA DEL 25 GIUGNO 2009
Concorso idee sistemazione area ex cascina Lampo.
Edilizia scolastica
Attrezzature ludiche in piazza Vittorio Veneto
 SEDUTA DEL 29 MAGGIO 2009
Accreditamento nidi e baby parking
Società di gestione ex circolo 1 Maggio
Disagi e disturbi ai cittadini residenti nel tratto di statale 24 fronte area commerciale
Inizio lavori intervento di edilizia residenziale pubblica
Frane lungo la Dora
Servizi trasporto o mensa scolastica
Mozione: Trasparenza, pari trattamento ed economicità per il conferimento di incarichi
 SEDUTA DEL 3 APRILE 2009
Impianti pubblicitari sulla strada statale 24
Quartiere Parucco.
Manifestazione per il Giorno del ricordo
Accreditamento nidi e baby parking
Società di gestione ex circolo 1 Maggio
Disagi e disturbi tratto di statale 24 fronte area commerciale
Edilizia residenziale pubblica
Frane lungo la Dora
Servizi trasporto o mensa scolastica
 SEDUTA DEL 12 FEBBRAIO 2009
Progetto edilizia residenziale pubblica in via Masso Gastaldi.
Gara di progettazione intervento in via Masso Gastaldi
Dirigenza comunale.
Recenti nevicate.
Lavori e viabilità in via Manzoni
  
2008
 Seduta del 18 dicembre 2008
Situazione sevizio asilo nido
Spese amministratori comunali e società partecipate
Contributi a sostegno della locazione
Contributi a sostegno esercizi commerciali per vetrine e facciate
 Seduta del 30 ottobre 2008
Linee guida per la variante generale del P.R.G.C.
Contratto di servizio raccolta rifiuti
Contributi associazioni sportive
Piano generale degli impianti pubblicitari.
 Seduta del 15 maggio 2008
Circonvallazione statale 24
Realizzazione nuovo asilo nido comunale
Pilone votivo di via Cassagna
Stabilizzazione personale precario comunale
Copertura posti dirigenti comunali
Passerella chiusa sul fiume Dora Riparia
Linea ferroviaria alta velocità TAV 
Trasferimento catasto al Comune
 Seduta del 20 marzo 2008
Celebrazione Giorno del ricordo
Tariffa per matrimoni di rito civile in Comune
Bilancio 2008
 Seduta del 31 gennaio 2008
Bando pubblico per contributi miglioria vetrine
Aumento tariffe concessioni cimiteriali
Accordo AMIAT – CIDIU per utilizzo discarica Castagna
 Altre sedute
Risultati chiusura gestione diretta farmacia comunale.
Progetto ristrutturazione fabbricato in aderenza alla chiesa della Madonna della Stella.

UN ANNO DA PIANEZZESI

UN ANNO DA PIANEZZESI - pianezzesi
Il 25 giugno 2009 è trascorso un anno dalla costituzione in Consiglio Comunale del Gruppo Indipendente. Questo primo anno è stato il tempo trascorso in una situazione politica difficile e confusa per quanto riguarda il campo del centrosinistra. A livello nazionale è stata confermata la scomparsa della rappresentanza delle numerose formazioni di sinistra che si sono ripresentate alle ultime elezioni con diversi simboli a dimostrazione dell’incapacità di trovare una sintesi almeno per sfruttare i meccanismi elettorali e garantirsi una presenza istituzionale. Ancora una volta ha vinto il frazionismo e ha perso la sinistra.
Il Partito Democratico è debole anche se nel panorama europeo è il partito di centrosinistra con il consenso più ampio. La debolezza non è la conseguenza del vento di destra ma è la condizione di un partito che ancora stenta a dare speranza, prima ai propri elettori e poi agli italiani. Molte occasioni sono state mancate e c’è da chiedersi se potrà andare avanti così per molto tempo.
A livello locale la situazione non è molto diversa. E’ evidente la quasi scomparsa della politica. Il partito democratico esiste in fotocopia ridotta dell’attuale compagine amministrativa. Ciò che preoccupa nell’amministrazione comunale è la ripetuta sintonia con il centrodestra nelle scelte urbanistiche che ha consegnato il nostro paese ad una sistematica cementificazione incoraggiata in ogni decisione di gestione del territorio. Un errore evidente che fa prevalere la concezione e gli interessi che considerano il territorio una merce di scambio e quindi destinato al consumo, quando invece gli abitanti di Pianezza chiedono di mettere fine all’espansione edilizia.
In questa situazione che cosa ha fatto il Gruppo Indipendente “Pianezzesi”? Ha occupato lo spazio rimasto vuoto con interpellanze e proposte. Opposizione alle decisioni sbagliate (uso del territorio, licenze commerciali, farmacia comunale, condominio Masso Gastaldi, edilizia scolastica). Proposta di interventi (servizi per la scuola, asilo nido, trasporto in zona Parucco). Controllo sulla attività amministrativa (trasparenza negli incarichi professionali, nomina scrutatori, organizzazione comunale, spesa pubblica, regole sulla pubblicità).
Cosa resta da fare? Ancora molto e prima di tutto provare a cambiare qualcosa.
L’attuale situazione è già una premessa per il cambio dell’amministrazione alle prossime elezioni comunali. Si sta esaurendo un ciclo che, se all’inizio aveva suscitato attese di cambiamento rispetto al passato, si è presto ripiegato su una gestione accentrata incapace di dialogo e di confronto. Nel metodo di governo si sono rivisti atteggiamenti paternalistici e altezzosi che pensavamo sepolti nel passato.
Possiamo però cominciare a lavorare per costruire un futuro diverso. Ritornare a vecchie esperienze di governo della città non sarebbe la soluzione migliore. Fuori dallo schema fisso della vita politica pianezzese, ci sono persone, gruppi, associazioni che si impegnano in molti campi della vita sociale di Pianezza, cittadini che fanno riferimento ai partiti e altri che hanno un’idea della politica giusta e onesta ma che non si sentono rappresentati.
E’ possibile trovare uno spazio comune per confrontarci sul futuro della nostra città? E’ possibile fermare la cementificazione di questi ultimi anni? E’ possibile pensare e decidere insieme la Pianezza dove vogliamo vivere? Possiamo provare. Il Gruppo indipendente “Pianezzesi” lavora per questo e mette a disposizione un luogo d’incontro settimanale, un indirizzo di posta elettronica: pianezzesi@alice.it, il sito internet  e la passione per la propria città. Ogni contributo di idee, di proposte e anche di critiche è il benvenuto. Oggi tra i partiti si sente dire che il problema è il radicamento sul territorio. Per i Pianezzesi almeno questo non è un problema: sul territorio sono radicati da oltre mille anni. Si tratta ora di fare un passo avanti. (Settembre 2009)

STOP CEMENTO

STOP CEMENTO - pianezzesi
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” E’ una frase di Cesare Pavese che spiega bene il legame tra il paese e suoi abitanti. Un legame oggi forse allentato ma sempre necessario per far vivere una relazione. Noi possiamo avere molto dal nostro paese ma sappiamo anche che dobbiamo dare qualcosa.
Chi vive a Pianezza da molti anni stenta a riconoscerla come l’aveva vista e conosciuta in passato. Per i nuovi concittadini invece Pianezza è quella che vedono senza sapere molto della sua storia. Entrambi forse devono fare uno sforzo per costruire quella città che non è più di cemento ma di Pianezzesi, vecchi e nuovi che vivono in una comunità nella quale riconoscersi.
Il recente impetuoso sviluppo edilizio ha visto crescere la città non tanto di nuovi residenti ma soprattutto di nuove case, edifici industriali e capannoni, centri commerciali e autolavaggi, di strade e di rotonde. Questo è il risultato del piano regolatore approvato a metà degli anni novanta. Oggi sembra che nessuno voglia rivendicarne la paternità/maternità e, se nel frattempo le amministrazioni comunali sono cambiate, anche di colore, la cementificazione è cresciuta senza sosta. Le recenti decisioni della Giunta Comunale sono state orientate ad aumentare i volumi di cemento. Sono stati riconosciuti incrementi di cubature qui e là, trasformate aree verdi in aree edificabili, sono state ridotte e limitate fasce di rispetto per assecondare nuove edificazioni private. Persino un’area di pregio e di tutela come il sito del Masso Gastaldi dovrà subire l’impatto di incrementi di volumi edificabili attraverso varianti al piano del centro storico. Ed ancora si progetta una centrale elettrica per devastare quel poco di ambiente naturale conservato sulle sponde della Dora Riparia. Ed infine arriverà un milione di tonnellate di rifiuti nell’ampliamento della discarica di via Cassagna. Tutto questo perché Pianezza ha fame di case e deve crescere? Forse no.
Al 31 ottobre 2008 gli abitanti raggiungevano i 13.494 abitanti (nel 2001 erano 11.316). In dieci anni sono aumentati di 2.178, di questi 315 sono stranieri della comunità europea e 118 sono extracomunitari.
Non così per i metri cubi realizzati di nuove costruzioni e di metri quadrati di territorio consumato giorno per giorno. Soltanto tra il 2007 e il 2008 sono state costruite 1.000 nuove case. Una nuova casa ogni due abitanti arrivati negli ultimi dieci anni.
Recentemente sono state presentate le linee guida di una variante generale al Piano regolatore. In realtà si tratta di indicazioni ancora generiche che richiamano obiettivi condivisibili ma le scelte non ci sono ancora. Mancano idee nuove.
Il rischio si nasconde proprio nei principi condivisibili perché poi saranno “interpretati” quando si passerà dalle parole ai fatti. Il primo rischio si cela nell’espressione “perequazione urbanistica” che può nascondere un nuovo modo di affermare che bisogna continuare a costruire e consumare terreni, magari per necessità.
Sì, se questo è il vero obiettivo dell’amministrazione comunale, allora occorre che i Pianezzesi sappiano dire chiaramente stop al cemento. Il territorio di Pianezza ha già subito abbastanza. In troppi oggi spingono per mettere sul mercato nuove aree da destinare a nuove cementificazioni. Al Pianezzese che sente che nella terra c’è qualcosa di suo saprà dire STOP al CEMENTO?. Il Gruppo Indipendente è impegnato ad evitare che si sacrifichi ancora territorio integro sull’altare del mercato del mattone. Forse è soltanto un bisbiglio ma se saranno in molti a sentirlo possiamo ancora cambiare qualcosa. Non restiamo a guardare! Cambiare si può.  (Marzo 2009)

PROVIAMO A CAMBIARE

PROVIAMO A CAMBIARE - pianezzesi
I Pianezzesi vedono per la prima volta sulla rivista comunale uno spazio dedicato ad un nuovo gruppo, presente in Consiglio Comunale dal giugno scorso.
Si tratta di un Gruppo Indipendente che ho costituito dopo l’uscita dall’Unione per Pianezza. Quali le ragioni di questa scelta? Nel 2006 sono stato eletto sulla base di un programma presentato agli elettori e approvato dal Consiglio Comunale. In seguito ho espresso il mio dissenso su alcune decisioni che non si trovano in quel programma ma che sono state di grande rilievo amministrativo. Ricordo le più significative:
- la trasformazione di alcuni prestiti in contributi a fondo perduto alla Parrocchia venendo meno al patto di restituzione sottoscritto tra le parti.
- la riorganizzazione della struttura comunale con l’introduzione di figure dirigenziali che portano nuove spese senza reali benefici. Dopo un anno e mezzo non sono ancora stati assunti i dirigenti nonostante la decisione, eccezionale, di procedere senza concorso.
- la vendita di aree verdi e a servizi in misura consistente che incrementerà la massiccia cementificazione di questi ultimi anni.
- la modifica del progetto di scuola materna con un aumento di spesa elevatissimo riducendo l’area verde a disposizione degli allievi.
- la variante di Piano Regolatore che compromette definitivamente un sito di pregio come quello del Masso erratico Gastaldi nonostante l’opportunità di soluzioni alternative - altre decisioni riguardanti la gestione del territorio improntate ad aumenti di costruzioni e volumetrie secondo una tendenza diffusa che cambia i piani regolatori su impulso di interessi immobiliari ripagando l’interesse pubblico con la regola della monetizzazione.
Si, oggi anche il Comune procede come una società immobiliare e i ragionamenti si fanno con gli indici di cubatura. Il patrimonio di territorio acquisito dai privati con la forza della legge perché destinato a servizi e spazi collettivi, viene sottratto a questa destinazione per essere trasformato in area edificabile e rimesso così sul mercato favorendo la spinta in alto dei prezzi dei terreni anche con incrementi di volumi realizzabili.
Se questi punti e altri che si sono aggiunti, fossero stati scritti nel programma elettorale non mi sarei candidato nell’Unione per Pianezza.
Queste le questioni specifiche da ricercare nell’ambito dell’amministrazione comunale di Pianezza.
Ma il nuovo piccolo gruppo nasce in una situazione generale della politica che richiede, a tutti i livelli, segni di cambiamento. Oggi i cittadini non amano la politica perché vedono i politici praticarla come scontro per difendere personalismi o interessi particolari dove il consenso è acquisito con i favori. La politica è diventata quotidianità ripiegata su se stessa senza sguardo al futuro. Le posizioni dei singoli corrispondono ad allineamenti conformistici e interessati. Il fare le cose è diventato fine a sé stesso. La prassi dominante è di non dire quello che si pensa e di non fare quanto si dice. Nel nostro tempo la politica è diventata pesantezza.
Il compito di chi si impegna in politica è anche quello di trasformare la pesantezza in leggerezza, partendo dalla nostra realtà, nella ricerca di un bene comune mantenendo fissi due riferimenti: la città, Pianezza, con i suoi problemi da risolvere e coloro che la abitano, i Pianezzesi ed in particolare i più poveri. Un impegno locale inteso come frammento di una esperienza nuova e più ampia da far crescere in uno spazio comune, aperto a coloro che sanno mettere tra parentesi le proprie appartenenze.
Il Gruppo Indipendente sarà presente con note informative sulle apposite bacheche comunali. Cos’altro può fare un piccolo gruppo di fronte a grandi problemi? Un aiuto può venire da un antico racconto: “Un'anziana donna aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
"Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise:
"Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa".
Lasciarsi portare, come il vaso rotto, dalla saggezza dei Pianezzesi. (Luglio 2008)

COSTITUZIONE DEL GRUPPO

COSTITUZIONE DEL GRUPPO - pianezzesi
Intervento di costituzione del nuovo gruppo nella seduta del Consiglio Comunale

L’esperienza di questi ultimi mesi, da quando il 29 novembre scorso ho comunicato di aver lasciato il gruppo dell’Unione per Pianezza, un gruppo che porta in sé il nome di una coalizione politica nazionale di centro sinistra che nel frattempo è stata dissolta e che oggi non esiste più, ha mostrato, oltre ad inevitabili momenti di tensione e di conflitto, un esito positivo perché se pure da posizioni di partenza contrapposte si è giunti ad una conclusione di carattere istituzionale in gran parte condivisa. E qui vorrei ringraziare i colleghi e le persone che, con atteggiamento dialogante, hanno contribuito a questo esito.
Non è stata una decisione precipitosa (chi ama l’efficienza e la rapidità delle decisioni direbbe che si è assistito al teatrino della politica), anche se per me era chiara e lineare fin dall’inizio da un punto vista istituzionale perché non viola alcuna norma e da un punto di vista politico perché rende esplicito una realtà che è mutata senza alcuna finzione nei confronti degli elettori che restano sempre gli ultimi giudici delle decisioni e dei comportamenti degli amministratori.
L’unico rammarico sono state le accuse infondate di scorrettezza che mi sono state rivolte in diverse occasioni e che respingo perché non mi è stato contestato il mancato rispetto di regole condivise. Purtroppo da regole stabilite in proprio, di volta in volta, è impossibile difendersi. Mi sono anche risultate strane le dichiarazioni di aver voluto attendere questi sei mesi per un possibile riavvicinamento in quanto nessuna iniziativa è stata assunta in tal senso.
Per quanto riguarda questo nuovo piccolo gruppo che costituisco esso si qualifica come indipendente anche se mi rendo conto che può sembrare ambizioso perché in realtà ciascuno di noi dipende da qualcuno o da qualcosa. E’ indipendente rispetto ai partiti e alle coalizioni esistenti. Come semplice aderente al partito democratico mantengo le mie idee e posizioni politiche di sinistra e nello specifico della realtà comunale, non facendo parte del gruppo di maggioranza, valuterò le proposte della maggioranza e deciderò se approvarle. Il mio riferimento resta il programma amministrativo che ho approvato all’inizio di questo mandato con piena libertà di apprezzamento sul come si intende realizzarlo. Per il resto si condivide ciò che si discute e si decide insieme. Di fronte a proposte e volontà di dialogo non sarò io a tirarmi indietro.
Anche con l’opposizione penso sia importante mantenere un confronto sui problemi della nostra città e su alcuni temi che riguardano le regole istituzionali e concorrere, con lo sforzo di tutti, a soluzioni condivise su alcuni aspetti della vita del nostro paese.
In particolare vorrei sottolineare l’importanza di quegli strumenti di programmazione del territorio che dovranno disegnare l’assetto ed anche il volto di Pianezza dei prossimi anni e decenni.
Ho più volte sottolineato che Pianezza sta attraversando una fase delicata di crescita non solo di popolazione ma soprattutto di espansione edilizia. I risultati del vecchio piano regolatore non sono esaltanti e presentano diversi punti critici. Se l’intenzione della maggioranza è di proseguire, nei fatti, su questa strada penso che la nostra città resterà sostanzialmente senza governo e verrà abbandonata al mercato, se invece c’è un progetto che segna una inversione rispetto a questa tendenza allora sarò impegnato a sostenerlo.
Per quanto riguarda il simbolo. Se necessario e se possibile, porterà i segni distintivi della nostra comunità cittadina.
E’ un piccolo gruppo indipendente che potrà essere soltanto un fragile approdo per chi sente la stanchezza della politica intesa come scontro per difendere personalismi, interessi particolari dove il consenso è acquisito con i favori. Per chi sopporta la pesantezza della politica che si consuma nella quotidianità ripiegata sull’oggi senza sguardo al futuro dove le motivazioni che precedono le decisioni sono sempre diverse dalle giustificazioni che la seguono. La pesantezza degli allineamenti conformistici e interessati e il fare le cose come fine in sé.
Trasformare la pesantezza della politica in leggerezza, partendo dalla nostra piccola realtà, nella ricerca di un bene comune mantenendo fissi due riferimenti: la nostra città, Pianezza, con i suoi problemi da risolvere e coloro che la abitano, i Pianezzesi ed in particolare i più poveri. Un impegno locale inteso come frammento di una esperienza nuova e più ampia da far crescere in uno spazio comune aperto a coloro che sanno mettere tra parentesi le proprie appartenenze. (Giugno 2008)

Immagini di Pianezza

Immagini di Pianezza - pianezzesi

Dicembre 2009

Immagini di Pianezza - pianezzesi

Chiesetta di San Sebastiano

Immagini di Pianezza - pianezzesi

La Dora al ponte di Sassetto

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Francesco Casorati

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Inaugurazione mostra di Casorati

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Consiglio Comunale per la dedica della sala in Comune

Immagini di Pianezza - pianezzesi

Dedica della sala a Giovanni Soffietti

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Il palio 2010 di Casorati

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Il palco

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Hanno vinto il palio

Pianezza s'é desta

Pianezza s'é desta - pianezzesi

Il grande faggio primavera 2009

Il grande faggio primavera 2009 - pianezzesi

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