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La discarica di via Cassagna

NOTIZIE E DECISIONI

NOTIZIE E DECISIONI - pianezzesi

 

21 dicembre 2010

La Stampa ritorna sul problema della puzza in tutta la cintura.  Riporta i lamenti dei cittadini di Torino zona corso Francia e corso Brunelleschi. Ogni tanto le zaffate si sentono anche in zona Parco Ruffini. Imputato rimane l’impianto di Punto Ambiente. Gli amministratori si difendono e assicurano di “non vedere l’ora di poter mettere mano alla chiusura del capannone dove è depositato il compost per fugare ogni dubbio” Il termine dei lavori è previsto per fine gennaio. “Piazzeremo quattro portoni a impachettatura, spiega Lo Bue, per un costo di circa 60 mila euro”. Allo stesso tempo gli amministratori ipotizzano che gli odori potrebbero venire da vari punti “.

 


3 dicembre 2010
 
La Luna Nuova del 3 dicembre 2010 riferisce che il capannone di stoccaggio del compost al Punto Ambiente è stato sottoposto a sequestro dalla magistratura. Già la Provincia aveva diffidato la società intimando di chiudere il capannone aperto da un lato che poteva essere la causa della dispersione degli odori sgradevoli.
Il Presidente assicura “pensiamo che il capannone possa essere chiusa entro gennaio”.




15/11/2010 Dal sito di CIVICA COLLEGNO

Punto Ambiente: l'impianto dei misteri
 

Forse parlare di misteri è un po' esagerato, in quanto più che altro si tratta di una storia come ce ne sono tante in Italia: di clientelismi, di approssimazione, di intrecci tra politica-amministratori-politica, di scarsa professionalità.

 

Prendiamo la vicenda della discarica annessa all'impianto. Il progetto e l'autorizzazione provinciale prevedevano che vi dovessero essere conferiti e smaltiti i residui del compostaggio, i famigerati sovvalli in una quantità di 5 mila metri cubi all'anno. Con questi quantitativi la discarica sarebbe durata ben 40 anni. Attrezzata la discarica è stata attrezzata e la spesa è stata di 1 milione e 200 mila euro (compresi i 46.900 euro per l'ing. Maggiorotto che l'ha progettata), ma di sovvalli non ha mai visti, perché questi sono finiti nella vicina discarica di Cassagna. La motivazione addotta è stata che era più conveniente. La domanda è perché i conti al Cidiu non li hanno fatti prima, visto che la discarica Cassagna c'è da molti anni. La risposta probabilmente la si trova nel progetto di utilizzare la discarica per altro, e cioè per conferirvi i cosiddetti RSA (rifiuti speciali assimilabili), rifiuti di provenienza non urbana, ma assimilabili agli urbani. Solo che invece di 5 mila metri cubi all'anno se ne conferirebbero 50 mila e la discarica durerebbe solo 4 anni invece che i 40 previsti. Così un impianto che doveva essere autosufficiente non lo sarà più. Probabilmente il tutto poi finirebbe nell'inceneritore. L'autorizzazione per questo cambio di destinazione è stata richiesta alla  Provincia che ha già dato il suo assenso di massima nella determina dirigenziale del 27 settembre scorso. Cosa dire? Nella migliore delle ipotesi ci troviamo davanti ad una gestione della vicenda approssimativa e che procede a vista, incapace di fare scelte coerenti. Scelte che, vedi anche la questione dell'impianto anaerobico, cambiano in continuazione, ogni volta annunciate come definitive e poi definitive non sono mai.

 



28/10/2010 dal sito del Comune di Pianezza
Riduzione conferimenti a Punto Ambiente
ATO-R comunica la riduzione del materiale trattato da Punto Ambiente a 3.000 tonnellate/mese (circa 60% della capacità) fino al 31/12/2010 per contenere le emissioni odorose.


Ottobre 2010 dal sito di Civica Collegno
 
La commissione ambiente si riunisce a Cassagna In gita scolastica alla discarica
Lo spettacolo era inquietante come sempre, ma lo spirito dei consiglieri comunali in visita oggi pomeriggio alla discarica di Cassagna a Pianezza era un po' quello goliardico delle gite scolastiche.
La puzza c'è ma non è eccessiva, e comunque ti prende al cervello e non ti molla. Aumenta quando vengono scaricati i sovvalli (gli scarti del compost) che arrivano da Punto Ambiente, l'impianto di compostaggio che si trova proprio di fronte alla discaricaLe pale meccaniche vanno avanti e indietro a coprire i rifiuti, i tir pieni zeppi del loro carico maleodorante scaricano e se ne vanno in un via vai senza soste, eppoi su tutto un volo intenso di gabbiani a caccia di cibo sotto l'occhio vigile di una platea enorme di loro simili che sta sistemata sul telo a lato della discarica come tifosi in tribuna allo stadio a godersi lo spettacolo ... Niente di nuovo, tutto appare terribile, ma anche normale. Qualche spiegazione sul biogas prodotto dalla discarica che produce tanta energia elettrica quanta ne consuma una cittadina come Druento. Rassicurazioni sui controlli che dovrebbero evitare che rifiuti pericolosi arrivino in discarica, anche se in bella mostra si vedono dei copertoni di auto e camion che non dovrebbero essere lì. Eppoi tutti a casa felici e contenti.
 



Sabato 2 ottobre 2010

Consiglio comunale solo di lotta (non di governo) a Pianezza. Il sindaco, stufo delle puzze che “ammorbano” la città come si scrive ormai da tutte le parti, ha deciso di muovere le truppe per far sentire alta la protesta. Il primo cittadino è fasciato di tricolore perché si protesta a nome di tutta la cittadinanza.
La seduta comincia alle 9.30 con qualche assente tra le fila dei consiglieri comunali. In discussione tre documenti. Uno per ogni gruppo consiliare.
Ma subito, come nelle finali dei cento metri, c’è la falsa partenza. Tra il pubblico, non numeroso, qualcuno accende la videocamera, e allora immediatamente scatta l’interdizione delle riprese audiovisive. Il sindaco impone lo spegnimento degli arnesi diabolici che non devono violare la privacy di qualche consigliere comunale. Mini parapiglia, il pubblico rumoreggia: il sindaco cerca qualche conferma negli sguardi smarriti dei più stretti collaboratori. Il regolamento si sfarina rapidamente fino a dissolversi tra proteste, incertezze e mugugni. Seconda partenza. Ognuno è libero di riprendere quello che vuole e per questa volta il consigliere tiene per sé la sua privacy.
Inizia la lettura dei tre ordini del giorno. Il capo della maggioranza illustra il suo che si conclude con una richiesta, che più generica di così non si può, di chiudere l’impianto di smaltimento. Non si sa chi deve provvedere (si provveda alla chiusura) non si sa se discarica o punto ambiente (dell’impianto responsabile dei cattivi odori) ma soltanto nel caso in cui si verifichi l’impossibilità di intervenire (chi farà la verifica) efficacemente ed in tempi molto brevi (chi stabilisce la brevità) all’eliminazione delle emissioni anomale (chi interpreta l’anomalia dopo che ci sono voluti otto mesi per ottenere dall’ARPA un straccio di certificazione che effettivamente c’è una emissione di odori dagli impianti incriminati).
Il secondo documento del gruppo indipendente Pianezzesi è più preciso. Nelle premesse e nelle richieste. Ai sindaci del CIDIU chiede la rimozione degli amministratori del CIDIU e di Punto Ambiente per manifesta incapacità a risolvere i problemi dopo nove mesi di puzze.
Al Sindaco di Pianezza, a quelli del CIDIU e al Presidente della Provincia chiede di rivedere il piano provinciale che ha regalato a Pianezza un milione di tonnellate di rifiuti ed un impianto di riciclaggio che non funziona. Quindi diminuire i rifiuti, fermare l’impianto, riparare i guasti e ripartire quando funzionerà come Dio comanda.
Il terzo documento dell’opposizione di Insieme per Pianezza invoca l’ordinanza per sospendere e chiudere tutto per poi ripartire da Adamo e Eva, da prima dell’approvazione del progetto. Ma il colpo di cannone finale che si rivelerà a salve, è la minaccia di dimissioni di tutto il Consiglio Comunale se non verranno messe in atto tutte le iniziative possibili, compresa quella di non dimettersi, pare di capire.
Conclusioni: il primo è approvato nonostante i voti contrari dei sostenitori del terzo. Il terzo è bocciato con i voti contrari dei sostenitori del primo. Il secondo è approvato dal Consiglio Comunale con il voto del sostenitore del secondo ma senza nessun voto contrario perché tutti gli altri si astengono.
Caso patologico dice il Segretario comunale ma il documento è approvato.
Poi tutti alla manifestazione davanti alla discarica di Cassagna. Per fortuna che il gruppo Civica di Collegno porta lì un po’ di manifestanti e striscioni altrimenti avremmo contato più divise delle forze dell’ordine che manifestanti. Comunque si può dire che la protesta c’è stata. A voce alta con l’altoparlante di Civica Collegno. La lotta sarà dura ma almeno è cominciata.
 

29 settembre 2010
LE PROPOSTE DEL GRUPPO INDIPENDENTE PIANEZZESI
nell'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale del 2 ottobre 2010
 
Premesso che
Dal 2 gennaio 2010, a seguito della chiusura della discarica di via Germagnano, l’Amiat della Città di Torino conferisce i propri rifiuti nella discarica di Pianezza;
 Nello stesso periodo è entrato in funzione lo stabilimento per il trattamento della frazione organica situato sul territorio di Druento a poche decine di metri dalla discarica di via Cassagna;
 Le decisioni assunte dalla Provincia di Torino in materia di gestione dei rifiuti, condivise e approvate dal Sindaco e dalla Giunta Comunale di Pianezza, dall’ATO-R (Autorità Torinese per la gestione dei rifiuti) e dall’Assemblea dei Sindaci del CIDIU, si sono rivelate infelici e dannose per i cittadini dei comuni di Pianezza, Druento e Collegno che devono sopportare odori molesti fin dal gennaio scorso e in continuo aumento;
 Il Sindaco e la Giunta comunale di Pianezza hanno ampiamente comunicato e illustrato con comunicati, prese di posizione e ordini del giorno le richieste inoltrate agli organi di governo, gestione e controllo dei due impianti insediati in zona Castagna di risolvere il problema;
 Il Consiglio Comunale di Pianezza ha formalizzato le richieste di interventi urgenti in un Ordine del Giorno fin dal 17-02-2010 e trasmesso a tutte le autorità interessate e tenute a risolvere il problema per competenza o per responsabilità;
 Il CIDIU e Punto Ambiente, società che gestiscono i due impianti, hanno avuto, da tempo, mandato dall’Assemblea dei Sindaci di investire quanto è necessario per far funzionare gli impianti in modo corretto.
 Negli ultimi nove mesi non è stato approntato alcun intervento che abbia conseguito qualche risultato efficace di riduzione dei cattivi odori che invece sono aumentati;
 Che l’informazione pubblica e ufficiale è risultata confusa e non ha fornito notizie chiare e trasparenti sulla reale situazione lasciando la popolazione nell’ignoranza, nell’incertezza e nella confusione;
 Che soltanto il 15 Settembre 2010, dopo otto mesi di cattivi odori, l’Arpa (Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente) ha diffuso un comunicato nel quale certifica che “il fenomeno lamentato si origini con ragionevole certezza dall’impianto Punto Ambiente, a cui occorre aggiungere una componente dovuta all’emissione di odori dell’impianto CIDIU di località Cassagna. Emissione dovuta anche in relazione all’aumento dei quantitativi ritirati di rifiuti solidi urbani proveniente dalla città di Torino, in precedenza conferiti ad Amiat.”
 Tali conclusioni coincidono con le ragionevoli certezze di cui sono convinti i Pianezzesi fin dal gennaio scorso;
 Che alla stessa Agenzia risulta che sono stati segnalati disturbi legati a irritazioni degli occhi e della gola pur non essendo a conoscenza di certificati medici attestanti conseguenze alla salute o ricoveri;
 Che le condizioni ambientali di disagio provocate dai cattivi odori seppur sopportabili da persone in buone condizioni di salute possono agire negativamente in soggetti fragili o in precarie condizioni fisiche;
 Considerato che quanto in premessa induce a ritenere che gli amministratori delle società che gestiscono gli impianti causa dei cattivi odori non sono in grado di risolvere i problemi e non offrono alcuna garanzia che possano giungere ad una soluzione positiva in futuro;
 Considerato inoltre che i Consigli di amministrazione di società pubbliche in dimensioni pletoriche costituiscono spesso elementi vitali di un sistema politico deteriore che alimenta clientele e consenso ai partiti politici a scapito della competenza e corretta gestione dei servizi pubblici;
 In tal senso la vicenda degli impianti di smaltimento rifiuti della zona Cassagna è un chiaro esempio;
 IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE
 All’assemblea dei Sindaci del CIDIU, per i motivi sopra espressi, di procedere alla rimozione degli amministratori del Consiglio di Amministrazione e amministratore delegato delle società CIDIU SpA e Punto Ambiente e alla nomina di un commissario straordinario e/o amministratore unico.
 Al Sindaco di Pianezza e al Presidente della Provincia di Torino di rivedere il piano di conferimento dei rifiuti della Città di Torino al fine di ridurne le quantità fino alla completa eliminazione delle cause dei cattivi odori provocati dalla discarica.
 Al Sindaco di Pianezza e all’Assemblea dei sindaci del CIDIU di rivedere il programma di gestione dell’impianto di Punto Ambiente al fine di eliminare le cause dei cattivi odori e, se necessario, anche attraverso la fermata dell’impianto e una nuova partenza su basi di certezza di regolare funzionamento.

23 settembre 2010
Il Gruppo di Insieme per Pianezza (minoranza di centrodestra) chiede le dimissioni del Sindaco perché non è stato capace di risolvere il problema delle puzze della discarica di Cassagna.
La maggioranza (centrosinistra) replica che il sindaco non ha nessuna responsabilità ma soltanto meriti.
La campagna elettorale per le prossime elezioni comunali è cominciata. Due ore di dibattito. Sala consiliare gremita.
 La mozione viene respinta con i voti della maggioranza.
 Il Gruppo Indipendente Pianezzesi si tiene fuori dalla mischia e ribadisce la posizione indipendente.
Intervento di Aldo Giordana in Consiglio Comunale del 23 settembre 2010

UN MILIONE DI TONNELLATE DI RIFIUTI

UN MILIONE DI TONNELLATE DI RIFIUTI - pianezzesi
Quando si è parlato del raddoppio della discarica di un milione di tonnellate di rifiuti nella discarica di Pianezza.
La Giunta non ha mai ritenuto di portare alla discussione del Consiglio Comunale l’ampliamento della discarica Cassagna, neppure una comunicazione. L’argomento è entrato comunque in discussione ma soltanto per l’intervento della minoranza. Dalla ricostruzione della vicenda si desume che gli enti preposti alla gestione dei rifiuti (CIDIU, ATOR, CADOS, Provincia) fin dall’estate 2007 avevano all’ordine del giorno la discussione sul progetto di ampliamento della discarica. Occorre ricordare che il CIDIU (Centro intercomunale d’igiene urbana) è la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti del bacino dei Comuni della zona ovest. Pianezza fa parte del CIDIU dal 2002. Il Sindaco siede nell’Assemblea che governa la società pubblica. Nel settembre 2007 il CIDIU predisponeva il progetto di un ampliamento planimetrico della discarica di Pianezza di circa 1.018.000 metri cubi pari a una superficie di 57.000 metri quadrati.
Nel novembre 2007, l’Assemblea dei Sindaci del CIDIU decideva un aumento di capitale della società per far entrare esplicitamente AMIAT nella società CIDIU con una quota del 5% (valore 209.000 €.). L’assenso è concesso dai Sindaci senza coinvolgimento preventivo del Consiglio Comunale.
Il 20 dicembre 2007 il CIDIU e l’AMIAT sottoscrivono un accordo (memorandum of understanding) nel quale si impegnano a valutare la possibilità di conferire i rifiuti della Città di Torino nella discarica di Pianezza in vista della sua prevista autorizzazione ad un ampliamento della capacità ad interramento controllato e di mettere a disposizione dell’AMIAT una parte di tale volumetria a condizioni economiche di favore perché a partire dal 1 gennaio 2010 la discarica di Basse di Stura dovrà chiudere. (Piano d’ambito ATOR)
Soltanto il 31 gennaio 2008 il Consiglio Comunale si occupa per la prima volta della discarica di Cassagna su richiesta della minoranza con la seguente interrogazione del Gruppo Indipendente Pianezzesi: “Con riferimento a notizie di stampa, riguardanti accordi tra AMIAT e CIDIU per l’utilizzo della discarica di Pianezza, si interpella l’Assessore competente per conoscere la reale situazione aggiornata della discarica di Cassagna, circa la possibilità di ricevere rifiuti, le autorizzazioni al suo funzionamento e relative scadenze. La seconda questione è se, e come sono stati definiti accordi tra enti e quando e in quale sede è stato deciso l’ingresso tra i soci del CIDIU dell’AMIAT e se il Comune di Pianezza, in qualità di socio, ha concorso alla decisione e qual è il nuovo assetto societario”.
All’interpellanza risponde il Sindaco che tiene a precisare che “la maggior parte di queste informazioni sono informazioni che derivano dall’aver partecipato alle assemblee del CIDIU, e quindi le ho principalmente io, non perché l’Assessore non si sia occupato di questi problemi ma per forza di cose”. Sull’ingresso di AMIAT tra i soci CIDIU spiega che l’operazione ha due aspetti vantaggiosi; uno, quello di avere contante per CIDIU che serve per finanziare lo stabilimento per il trattamento dell’umido situato vicino alla discarica. Il secondo è lo scambio vicendevole di azioni per preparare CIDIU e AMIAT a collaborazioni future anche in termine di servizi resi e partecipazione ad appalti; quindi è stato visto molto positivamente dai soci del CIDIU. L’operazione ha avuto l’assenso dei Sindaci perché non era necessario un passaggio di tipo diverso anche se era stato oggetto di argomento in Giunta.
Sull’ampliamento della discarica, il Sindaco riferisce che sarà piuttosto consistente, si parla di circa 900.000 tonnellate e che questa disponibilità sarebbe utilizzata da AMIAT per far fronte al fatto che Basse di Stura verrà chiusa. Questa nuova disponibilità procurerà delle entrate per il Comune che si possono valutare in circa 3.500.000- 4.500.000 euro.
Conclude valutando che questa è una fortissima e valida politica che il CIDIU ha messo in atto; evidentemente ha potuto farlo perché con l’Autorità d’Ambito è stato possibile mettere in piedi questo Piano, e il far entrare AMIAT come socio ha consentito di dire che si faceva pagare ad AMIAT una quota di smaltimento per tonnellata simile ai soci del CIDIU. Questo è il senso generale dell’operazione.
Replica del Consigliere Aldo Giordana del Gruppo Indipendente Pianezzesi.
Ho presentato un’interpellanza perché mosso soprattutto dalla preoccupazione che la discarica di Cassagna possa diventare le Basse di Sture bis, nel senso che. per chi conosce la storia di Basse di Stura, sa che da almeno un decennio la popolazione che vive vicino alla discarica protesta e chiede impegni agli Amministratori pubblici per la sua chiusura.
Tant’è che uno dei presupposti per l’approvazione dell’inceneritore era di chiudere al più presto Basse di Stura, nel senso che le popolazioni hanno capito che comunque la discarica non è la soluzione ideale e migliore da collocare sul proprio territorio; allora la preoccupazione è un po’ questa, derivante proprio dal fatto che in CIDIU entra una società che per dimensioni è notevolmente più grande. I numeri sono questi: l’AMIAT ha 2.150 dipendenti, il CIDIU ne ha 350; l’AMIAT ha 1.400 mezzi, il CIDIU ne ha 160. Opera per un milione di abitanti mentre il CIDIU lavora su 200.000 abitanti; questi sono i rapporti. Per cui è vero che il Sindaco ci ha assicurato che il CIDIU non sarà amiatizzato, però il rischio c’è, e probabilmente ci sono alcune logiche di aggregazione che vanno al di là di questioni locali. La questione degli appalti è sicuramente importante perché sono servizi che prima o poi andranno in gara, e quindi o ci saranno società sufficientemente robuste per fronteggiare la concorrenza, oppure rischiano di soccombere.
Allora l’altra preoccupazione riguarda gli accordi, perché spesso quando si interviene sulle discariche, e soprattutto sugli ampliamenti, di solito si dice: è l’ultimo ampliamento; si comincia con una discarica di dimensioni ridotte, poi si fa un primo ampliamento, poi un secondo, ad un certo punto cominciano gli impegni per dire che è l’ultimo ampliamento. E probabilmente se dovessimo leggere le discussioni che ci sono state per l’ultimo ampliamento della discarica di Cassagna, ci sarà scritto che sarebbe stato l’ultimo; ma è sempre l’ultimo, cioè anche quello che verrà prossimamente probabilmente sarà l’ultimo, almeno pensiamo che sia l’ultimo.
Poi chissà, fra tre anni ce ne sarà un altro che sarà di nuovo l’ultimo e si finisce come a Basse di Stura, con la collina che ormai da lontano si accompagna con quella di Superga; Sulla forza contrattuale che può avere il Comune, o il CIDIU già a questo punto rispetto a società più grandi, credo che sia, se vogliamo fare un paragone storico, la forza contrattuale dell’ultimo imperatore romano di fronte ad Odoacre, perché probabilmente la forza degli altri è talmente consistente che, per quanto uno voglia impegnarsi, ben poco potrà ottenere. Le decisioni che riguardano la discarica sul nostro territorio non sono più del Comune di Pianezza; il Sindaco ha citato l’ATOR, ha citato il Piano Integrato dei rifiuti, ha citato la Provincia, cioè Pianezza non conta nulla rispetto ad una discarica che ha sul proprio territorio.
Ecco, quindi la preoccupazione è questa. L’ampliamento di 900.000 tonnellate di rifiuti significa che almeno 600.000 saranno rifiuti di Torino, questi sono dati che sono già stati dichiarati; quindi di fatto se noi vent’anni fa avessimo aperto una discarica per 600.000 tonnellate avremmo detto di fare una cosa esagerata, e forse ne avremmo avuto per trent’anni. In realtà Torino arriva con l’AMIAT e porta 600.000 tonnellate di rifiuti nella discarica di Cassagna. Io non so se l’Amministrazione Comunale può in qualche modo far sentire anche la sua voce, però alcuni impegni si potrebbero anche ottenere; impegni non solo tra galantuomini, ma anche con qualche parola nero su bianco”.
 
Si riparla di discarica il 15 maggio del 2008 perché il Comune deve modificare il Piano Regolatore per consentire al CIDIU di realizzare fabbricati accessori. cambiando la destinazione d’uso del suolo. La relazione dell’assessore accenna soltanto di sfuggita alla discarica quale sito che dovrà garantire la continuità dello smaltimento fino all’entrata in funzione dell’inceneritore.
 
Intervento del Consigliere Aldo Giordana del Gruppo Indipendente Pianezzesi.
La deliberazione di questa sera è una decisione che si colloca nella fase di attuazione di una decisione più importante per il nostro Comune, sulla quale invece il Consiglio Comunale non ha potuto pronunciarsi e neppure semplicemente esprimere un parere. Mi riferisco alla decisione presa in altre sedi, alla Provincia, all’Ambito Territoriale, al C.I.D.I.U., al CADOS, enti nei quali di questa questione si è discusso, di realizzare la più grande discarica in attività della Provincia di Torino, e probabilmente del Piemonte sul nostro territorio.
Una cosa come 900.000 tonnellate di rifiuti, tanto per cominciare, che si riverseranno in Cassagna, la discarica che dovrà sostituire quella di Basse Stura quando chiuderà, fine 2008, fino a quando entrerà in funzione il nuovo inceneritore; su questi dati occorre fare una precisione. Nessuna previsione per quanto riguarda tempi e tonnellate di rifiuti è mai stata rispettata in nessun piano, approvato da una qualche pubblica Amministrazione; considerazione di carattere generale e verificata in numerosissime occasioni.
Una considerazione preliminare riguarda il metodo adottato sul problema della discarica; il ruolo riservato a questo Consiglio Comunale su una decisione così importante è stato assolutamente irrilevante e direi inesistente. Al Consiglio si chiede oggi di modificare la destinazione di una parte del proprio territorio da agricolo ad edificabile per servizi generali, ma non si è chiesto nulla sulla decisione principale dell’ampliamento della discarica.
Anche se la legge prevede iter particolari per queste decisioni, non si è richiesto neppure un parere preventivo, neppure informale su una decisione che ha rilevanti ricadute ambientali. Se mi permettete la battuta, al Consiglio Comunale si riserva il ruolo di cameriere che deve servire a tavola senza neppure conoscere il menù. Questo non è polemico ma mi pare sia un dato oggettivo.
L’aspetto sconfortante della vicenda è che anche chi rappresenta questo Consiglio Comunale non abbia ritenuto di trasmettere quelle informazioni che potevano essere utili per contribuire ad una posizione comune di tutta l’Amministrazione Comunale, e per quanto è possibile anche del Consiglio Comunale. E comunque anche eventuali distinzioni tra le varie forze politiche presenti in Consiglio, sarebbero state un utile contributo ad una posizione rappresentativa di tutta la città.
Il Consiglio Comunale invece è stato tenuto all’oscuro da tutta la decisione che si stava formando in altre sedi, e i Consiglieri Comunali hanno appreso della decisione dai giornali, e soltanto dopo che sono state presentate interrogazioni e interpellanze. Poi non ci dobbiamo stupire quando la gente ha qualcosa da dire, e lo dice in piazza.
Le date sono eloquenti, la Provincia ha approvato l’ampliamento della discarica il 23 ottobre 2007. Il Consiglio Comunale di questa vicenda ne ha discusso su mia richiesta ed anche di Consiglieri di Minoranza soltanto a gennaio 2008. Ecco, penso che sarebbe stato giusto e corretto garantire la più ampia informazione possibile e assumere una posizione nelle sedi in cui il Comune si è potuto esprimere, dopo aver sentito prima che cosa aveva da dire il Consiglio Comunale, prima e non dopo di approvare una decisione che riverserà sul nostro territorio 900.000 tonnellate di rifiuti.
Non è pensabile che la Giunta non fosse a conoscenza di quanto si stava preparando per la discarica, ci sono stati nel frattempo molti incontri, Commissioni Consiliari, assemblee, consultazione dei cittadini su diversi argomenti; non mancava occasione per farlo. Sull’ampliamento della discarica non è stato detto nulla fino all’indizione di un’assemblea.
Non una parola sull’argomento dell’Assessore all’Ambiente. Prima di entrare nel merito della delibera, vorrei dare alcuni dati su che cosa significano 900.000 tonnellate nella discarica di Pianezza, l’ordine di grandezza di questa cosa. Pianezza porta in discarica 2.800 tonnellate all’anno, tutto il comprensorio del C.I.D.I.U formato da 16 Comuni porta in discarica 50.000 tonnellate all’anno. Pianezza ha avuto una discarica sul proprio territorio in zona Praglia negli anni 70’, ha utilizzato in parte la discarica di Bruere per alcuni anni, collocata sul territorio di Rivoli e Alpignano, ma collocata a 200-300 metri in linea d’aria dal centro storico di Pianezza.
Da oltre un decennio, ma probabilmente anche di più, (1993) ospita i rifiuti di tutto il bacino C.I.D.I.U; forse in questa occasione poteva bastare un piccolo ampliamento per portare l’attuale situazione fino al nuovo inceneritore, e si poteva forse studiare altre soluzioni per risolvere il problema di Basse di Stura. A conferma di quanto dicevo a proposito di previsioni in materia di discariche, segnalo soltanto che il nostro Piano Regolatore e la norma che oggi si intende modificare circa l’obbligo di ripristinare l’area agricola, che si intende autorizzare per l’edificazione, della norma che ci ha citato anche l’Assessore prima, dice: “La discarica comunale continuerà a funzionare nei limiti della concessione in vigore”.
Ora il nostro Piano Regolatore è stato approvato dalla Regione nel 1997, adottato qualche anno prima dal Comune; la frase che ho letto è stata verosimilmente scritta prima, circa almeno quindici anni fa. La concessione in vigore in quel momento non era sicuramente quella che è oggi in vigore, perché nel frattempo è stata variata numerose volte.
Sottolineo questo aspetto perché anche la norma di ripristino che il Consiglio Comunale approva questa sera, e che dovrà essere applicata fra pochi, o forse tanti anni, avrà la stessa possibilità di rimanere tale, come la concessione in vigore di quindici anni fa. Praticamente nessuno. Si può capire la buona intenzione di indicare anche con precisione una norma per il ripristino del territorio, ma realisticamente credo che il sistema ci spinge a consumare, e spesso anche a sperperare territorio piuttosto che a preservarlo.
La logica dei rifiuti e delle discariche che si segue è quella di scambiare il territorio con denaro, e ci sarà sempre un buon motivo per lo scambio. Mi pare che non ci sia neanche la preoccupazione di definire la quantità di territorio che scambiamo, quello che ci chiedono noi concediamo; ecco, a questo proposito chiederei soltanto una conferma – se è possibile conoscere la superficie interessata a questa delibera. Perché in Commissione si è parlato di un’area di 5.000, 6.000 metri, non era definita e alcuni tecnici hanno espresso questa valutazione lì seduta stante; mentre nella relazione si parla di area interessata corrispondente a 11.800 metri quadrati, destinata ad edificazione e strutture a servizio della discarica di Cassagna. Era solo per capire almeno di che cosa stavamo discutendo.”
L’assessore all’urbanistica chiarisce che la deliberazione riguarda il terzo lotto e che le opere vengono richieste anche in vista dell’ampliamento. Precisa che il terzo lotto non è l’ampliamento da 900.000 metri cubi ma è un ampliamento normale. L’altro, quello grosso è in istruttoria e non è ancora stato approvato. Si riferisce all’architetto Foietta che in una precedente riunione aveva spiegato molto bene che questi argomenti non sono di competenza del Comune perché l’ente competente è la Provincia che non ha bisogno dell’approvazione del Consiglio Comunale.
L’argomento della discarica ritorna in Consiglio Comunale il 12 febbraio 2009 su interpellanza del gruppo di Minoranza che chiede chiarimenti su migrazione di biogas e inquinamento delle acque sotterranee.
L’assessore fornisce una dettagliata risposta sulle domande poste sulla sicurezza della discarica esistente .
Il Capogruppo di Insieme per Pianezza chiede controlli dell’ARPA e della Provincia per evitare che la situazione peggiori anche in previsione che la discarica dovrà ospitare oltre un milione di metri cubi di rifiuti.
Il Sindaco afferma che su questo continuerà l’attenzione e la preoccupazione.
Dopo la riunione del febbraio 2009 non si è più parlato di discarica e la notizia che dal 1 gennaio 2010 sarebbero arrivate 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno è stata appresa dai giornali.
Il 26 gennaio 2010 i cittadini Pianezzesi leggono sui manifesti fatti affiggere dal Sindaco e dall’Assessore all’Ambiente che è stato richiesto “un intervento immediato volto all’individuazione delle cause scatenanti l’odore nauseabondo che in certi giorni è possibile sentire”. Si tratta della prima volta che l’amministrazione comunica alla popolazione che è stata ampliata la discarica di Cassagna.
 
Da questo momento la vicenda entra in campagna elettorale.
Il centrodestra indice un’assemblea pubblica per venerdì 5 febbraio con la partecipazione dell’onorevole e di un candidato alla Regione Piemonte
Sabato mattina il Partito Democratico risponde con bandiere in piazza: comizio del Sindaco e qualche informazione dell’Assessore Provinciale. Ad assistere i Pianezzesi e un po’ di puzza.

LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE - pianezzesi
L'ORDINE DEL GIORNO CHE SEGUE E' STATO DISCUSSO GIOVEDI 18 FEBBRAIO 2010 DAL CONSIGLIO COMUNALE ED E' STATO RESPINTO DAL  VOTO CONTRARIO DEL SINDACO E DEL GRUPPO DI MAGGIORANZA DI UNIONE PER PIANEZZA (centrosinistra)
 
Premesso che
 - la discarica di Cassagna è stata interessata fino al 2009 al conferimento di circa 50.000 tonnellate di rifiuti annui da parte del CIDIU ed è stata successivamente destinata ad accogliere circa 400.000 tonnellate annue di rifiuti con un ingresso giornaliero di 1.200 tonnellate di rifiuti, modificandone drasticamente capacità e ruolo;
 - a fine 2009 è entrato in funzione il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti organici della Società Punto Ambiente di proprietà del CIDIU e Comune di Druento situato in Via Cassagna;
 - a dicembre 2009 in via sperimentale e dal 2 gennaio 2010 in via definitiva è stato attivato l’ampliamento del 4° lotto della discarica di discarica realizzato per ospitare i rifiuti della Città di Torino a seguito della chiusura della discarica di Basse di Stura di Torino;
 - i due impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti sono situati entrambi in via Cassagna e distano circa duemila metri dall’abitato di Pianezza;
 - il Consiglio Comunale non è stato informato preventivamente di alcuna decisione in merito - nonostante il grande impatto ambientale provocato sul territorio comunale;
  
Considerato che
 - da avviso pubblico del Sindaco e dell’Assessore all’ambiente risulta che da fine dicembre 2009, in alcune giornate, si è avvertito, sul territorio di Pianezza, un odore nauseabondo che ha creato allarme e disagio nella popolazione;
 - nonostante la prevedibilità dell’evento e del conseguente grave disagio alla popolazione non sono state adottate le misure necessarie e sufficienti per evitare gli “odori nauseabondi”
 - le attuali condizioni climatiche con temperature rigide fanno prevedere che, con l’arrivo della stagione più calda, i disagi ed i cattivi odori non potranno che aumentare di intensità.
  Sollecita il Sindaco e la Giunta Comunale
 - ad assumere tutte le iniziative nelle sedi competenti affinché vengano adottate misure idonee ad impedire emissioni di odori ed elementi inquinanti dell’aria provocati dalla discarica di Cassagna e dall’Impianto di trattamento dei rifiuti organici al fine di ripristinare le normali condizioni ambientali precedenti al dicembre 2009.
 - ad assicurare una costante, corretta e precisa informazione alla popolazione sul funzionamento degli impianti e sulle condizioni ambientali del territorio
  
Chiede
 - l’accertamento rapido delle cause dei cattivi odori e, nel caso in cui la situazione non dovesse migliorare in breve tempo, la chiusura dell’impianto del trattamento dei rifiuti organici fino a quando non sarà garantita la piena funzionalità senza emissioni di odori.
 -  alla Provincia di Torino e all’ATOR di rivedere le quantità di conferimento dei rifiuti nella discarica di Pianezza al fine di ridurne drasticamente le quantità attualmente riversate.
 
Gruppo Consiliare Indipendente Pianezzesi
Intervento del Consigliere Comunale Aldo Giordana che ha illustrato l'ordine del giorno
Si riprende questa sera la discussione su un problema che è scoppiato in tutta la sua gravità nelle ultime settimane.
Le parole di un cittadino riassumono bene il problema, in maniera forse un po’ rude ma che rende chiara l’idea. Le parole sono queste: ero stufo di respirare benzina a Torino e sono venuto ad abitare a Pianezza per respirare aria pulita e invece adesso respiro merda.
La frase si riferisce ai cattivi odori che ormai sono sempre più frequenti da quando è entrato in funzione l’impianto di trattamento dei rifiuti organici e da quando la Città di Torino ha cominciato a riversare i suoi rifiuti nella discarica di Cassagna.
Dicevo che il problema è scoppiato oggi ma era di facile previsione e del tutto evidente fin dall’inizio, da quando cioè sono stati decisi la realizzazione dell’impianto di rifiuti organici e l’ampliamento della discarica. Del tutto evidente dai dati di partenza:
Fino alla fine del 2009 Cassagna riceveva, in un anno, 50.000 tonnellate di rifiuti urbani. Niente altro.
Dal 2010 vengono smaltiti 400.000 tonnellate all’anno, 1.200 tonnellate al giorno.
In più ci sono 85.000 tonnellate di rifiuti organici trattati nel vicino impianto di compostaggio.
A chiunque risulta evidente che il cambiamento, rispetto a prima, è radicale. E’ altrettanto evidente che l’impatto ambientale è molto pesante. E’ altrettanto evidente che il territorio ne patisce le conseguenze. Da qualche settimana abbiamo cominciato a sentire quali sono queste conseguenze.
Di fronte a questa situazione è legittimo domandarsi, e anche darsi una risposta, del perché il Sindaco e la Giunta hanno tenuto nel silenzio senza informare il Consiglio Comunale delle decisioni che in altre sedi si stavano prendendo per giungere a questa situazione? Altre sedi in cui erano partecipi, in maniera diretta o indiretta, anche gli amministratori di Pianezza.
Abbiamo sentito dall’assessore provinciale sostenere che il problema dei cattivi odori esiste ma che è la conseguenza di una decisione del Comune di Pianezza condivisa con la Provincia e con gli enti preposti alla gestione dei rifiuti. E’ stato anche detto che è stata una decisione condivisa dal nostro Consiglio Comunale. Ho avuto l’occasione di spiegare all’assessore Ronco che non è proprio andata così. E’ comprensibile che un neoassessore provinciale pensi che una decisione importante come quella di un così grande ampliamento della discarica di Cassagna debba essere condivisa ma nel nostro caso è successo che in tutte le sedi dove questo argomento è stato discusso c’era anche il Sindaco di Pianezza o l’assessore all’ambiente che hanno detto di essere d’accordo sull’ampliamento della discarica senza alcun mandato dal Consiglio Comunale, senza alcuna consultazione, senza alcun parere.
Vorrei che fosse chiaro per i Pianezzesi che non si tratta di una decisione condivisa, ma di una decisione del Sindaco e della Giunta Comunale. Non è neppure chiaro se i consiglieri comunali della maggioranza sono stati prima informati e poi se sono stati d’accordo sulla decisione perché non hanno mai espresso una opinione in merito. Sarebbe interessante sapere se almeno tutta la maggioranza era d’accordo quando il Sindaco decideva a nome del Comune di Pianezza.
Penso che su questo modo di procedere andrebbe fatta una seria riflessione perché non è corretto, nella sostanza più che da un punto di vista formale, che un piccolo gruppo di persone decide il futuro di Pianezza destinandola a sostituire la discarica di Basse di Stura. E’ un problema di responsabilità e anche di democrazia. Si tratta certamente di una decisione non facile ma questo non giustifica il fatto che si decida tenendo all'oscuro i cittadini che poi dovranno portarne le conseguenze.
Già nel febbraio 2009 quando si discuteva di questo argomento avevo sottolineato che:
L’aspetto sconfortante della vicenda è che anche chi rappresenta questo Consiglio Comunale non abbia ritenuto di trasmettere quelle informazioni che potevano essere utili per contribuire ad una posizione comune di tutta l’Amministrazione Comunale, e per quanto è possibile anche del Consiglio Comunale. E comunque anche eventuali distinzioni tra le varie forze politiche presenti in Consiglio, sarebbero state un utile contributo ad una posizione rappresentativa di tutta la città. Il Consiglio Comunale invece è stato tenuto all’oscuro da tutta la decisione che si stava formando in altre sedi, e i Consiglieri Comunali hanno appreso della decisione dai giornali, e soltanto dopo che sono state presentate interrogazioni e interpellanze. Poi non ci dobbiamo stupire quando la gente ha qualcosa da dire, e lo dice in piazza.
E lo sconforto continua perché da allora comunque non è stato fatto nulla per informare la popolazione e non si è fatto nulla perché quella decisione sbagliata si realizzasse senza provocare i disagi che puntualmente si sono verificati.
Difficile pensare che chi ci ha portato in questa situazione possa in futuro portarci fuori da questa situazione anche perché il metodo è lo stesso e i protagonisti non cambiano e di conseguenza i problemi non saranno risolti, anzi c’è da pensare che si aggraveranno. Fino ad oggi ci ha pensato la natura a limitare i danni con una temperatura spesso sotto o vicino allo zero.
Con la nuova stagione e con il caldo le cose potrebbero cambiare in peggio, in molto peggio. Se pensiamo ai possibili caldi di 30 o 35 gradi di luglio e agosto e se continuerà così c’è da mettersi le mani nei capelli.
In queste ultimi giorni abbiamo sentito molte persone che ci hanno spiegato con paroloni tecnici come funzionano questi impianti, quali sono le soluzioni all’avanguardia, gli ultimi ritrovati della tecnica che dovrebbero garantire sicurezza e tranquillità. In realtà sono soltanto parole che non risolvono i problemi. I tecnici dovrebbero risolvere i problemi e non invece crearli o, ben che vada, risolverli in un posto per crearli in un altro.
E’ questo consegnarsi alla tecnica che può far prendere le decisioni sbagliate. I tecnici però poi non sono responsabili perché nessuno è chiamato a rendere conto degli errori o delle previsioni mancate. Oggi abbiamo capito che l’impianto di compostaggio ha dei problemi di funzionamento, le modalità di utilizzo sono da rivedere. Il trasporto tra l’impianto e la discarica deve essere controllato. E cosi via
Questo purtroppo è quello che sta succedendo a Pianezza e anche qui forse vale la battuta del dottor Ian Malcon “Dio ci scampi. Siamo finiti nelle mani degli ingegneri”
Quindi non basta dire come nell’ordine del giorno della maggioranza che “furono fornite tutte le garanzie ambientali e tecniche in merito alla corretta funzionalità dei succitati impianti” perché le garanzie sono spesso parole che non si trasformano in realtà ed infatti la realtà è diversa dalle garanzie fornite. Accettare quelle garanzie, se ritenute tali, anche in buona fede, è stato un errore.
Ma la questione non è soltanto tecnica come sembra si voglia far passare con tanta insistenza.
C’è un secondo aspetto che non va trascurato della vicenda e che forse è ancora più preoccupante e che va visto mettendo insieme tutti i tasselli delle decisioni che sono state prese e che si prenderanno perché fanno intravedere uno scenario ben più allarmante di quello che vediamo oggi.
I tasselli possono collocarsi così. La premessa è costituita dal futuro inceneritore la cui costruzione pare sia cominciata qualche giorno fa e la chiusura della discarica di Basse di Stura di proprietà di AMIAT Città di Torino, la più grande discarica del Piemonte con oltre cinquant’anni di attività.
La prima decisione è stata di individuare la discarica di Pianezza di proprietà privata, società Cassagna e gestita dal CIDIU, società pubblica dei Comuni della zona ovest, per garantire la fase transitoria, fase che allora era prevista dovesse esaurirsi nel 2012. La seconda decisione è stata l’entrata della società AMIAT nella società CIDIU come socio con il 5% del capitale. Lo scopo sarebbe di pagare una tariffa di conferimento privilegiata riservata ai soci.
Operazione discutibile in fatto di convenienza per il CIDIU, mentre è di sicura convenienza per AMIAT e così arriva la terza decisione: AMIAT acquista dal privato la discarica di Cassagna. (Comunicato stampa amiat dell’8 gennaio 2010). Le trattative erano partite nel novembre 2009. Ora il CIDIU accoglie e smaltisce i rifiuti di Torino nella discarica di proprietà dell’AMIAT di Torino.
Ultima notizia in quanto a decisioni riguarderebbe, ma qualcuno dovrebbe fornire qualche conferma, la società privata che ha venduto la discarica e che ha comprato i terreni contigui alla discarica di Cassagna. Se è vera questa ultima decisione c’è da chiedersi perché tante variazioni e soprattutto chi ci guadagna da tutti questi movimenti. Ora perché una società che si occupa di rifiuti compra terreni contigui alla discarica di Cassagna? Per coltivare pomodori e pascolare capre? Forse no. La questione è capire se queste operazioni sono state decise e attuate con il progetto finale di far continuare la discarica di Cassagna per un tempo ancora molto lungo, per sfruttarla il più possibile perché redditizia per chi investe denaro.
Se è così, allora forse diventa secondario cosa ci raccontano i nostri amministratori nelle assemblee in piazza per spiegarci come si forma la puzza sopra una discarica.
Se il disegno è quello di continuare un bel po’ di anni con la discarica di Cassagna bisogna che sia chiaro fin da adesso.
E su questa situazione in divenire che non c’è chiarezza, non basta continuare a chiedere garanzie.
Bisogna capire se contano di più il bilancio e gli interessi di AMIAT, gli interessi dei privati o e le condizioni di vita dei nostri concittadini.
Da quanto abbiamo assistito fino ad oggi sembra proprio che le condizioni in cui dovranno vivere in futuro i Pianezzesi sia l’ultima delle preoccupazioni di chi decide.
Se la discarica di Cassagna continuerà dopo il 2012 significa proprio che le condizioni di vita dei Pianezzesi non contano nulla anche per chi decide in nome degli stessi cittadini.
Fino ad oggi ci siamo sentiti dire che le nostre proteste e le nostre richieste sono propaganda, che la protesta è comoda perché non si vogliono i rifiuti sottocasa ma che è meglio portarli da un’altra parte. Come dire che di fronte ad una posizione saggia e responsabile della Giunta si contrappone una propaganda strumentale e irresponsabile per cavalcare il malumore dei cittadini.
Ci sarebbe veramente da domandarsi chi strumentalizza e chi viene usato in questa vicenda.
Vorrei soltanto ricordare che Pianezza ha già dato e anche molto in termini di rifiuti in casa propria.
Ricordo la discarica comunale in zona Praglia, la discarica a cielo aperto sul territorio di Alpignano e Rivoli sulla sponda destra della Dora, lontana da quei due Comuni ma a duecento metri in linea d’aria dal centro cittadino. E poi per ultimo la discarica di Cassagna, in funzione da ormai vent’anni che ha sempre ospitato non soltanto i rifiuti di Pianezza ma anche quelli dei Comuni della zona ovest cioè di Comuni molto più grandi di Pianezza. Si può dire che da quando esiste un servizio di raccolta rifiuti organizzato Pianezza i suoi rifiuti se li è sempre tenuti a portata di mano, non li ha mai scaricati lontano da casa. Oggi dobbiamo ancora sentire l’amministratore responsabile che ci spiega che è troppo comodo portarli a casa degli altri. C’è da chiedersi dove ha vissuto i questi ultimi quarant’anni. Ma c’è di più.
Pianezza è stato uno dei primi Comuni della nostra zona che è partito con la raccolta differenziata porta a porta. Cioè una raccolta spinta che richiede la partecipazione e la responsabilità di tutti i cittadini. I risultati del 60% di differenziata è stato raggiunto per l’impegno dei cittadini. Dopo questo sforzo oggi ricevono in regalo un milione di tonnellate di rifiuti da Torino.
E qui bisognerebbe anche aggiungere, sempre in tema di responsabilità e impegno, che Torino non scarica rifiuti urbani come quelli differenziati di Pianezza ma rifiuti rimanenti di una raccolta differenziata che raggiunge il 40% e che da ormai qualche anno non riesce a crescere. Questo significa che il rifiuto di Torino contiene anche i rifiuti di carta, vetro, plastica e soprattutto di organico.
Scaricare i rifiuti di Torino non è come scaricare i rifiuti di Pianezza. Se qualcuno non se ne è accorto possiamo dire che se ne sono accorti i gabbiani che da Basse di Stura sono migrati in Cassagna.
Quindi non sono i cittadini di Pianezza irresponsabili perché protestano contro i rifiuti, irresponsabili semmai sono coloro che li hanno fatti arrivare con faciloneria e senza pesare le conseguenze.
C’è ancora un aspetto che riguarda la responsabilità e la propaganda. Si tratta dei valori degli immobili che qualcuno pensa di far oscillare sulla base di volantini o manifesti che parlano della discarica.
E’ bene essere chiari. L’allarme non viene dai volantini ma dai cattivi odori. Chi sostiene che il mercato immobiliare è condizionato dai volantini spesso è connivente con chi ha deciso di portare Pianezza in questa situazione. Se come già cominciamo a vedere nei media di giornali e televisione il nome Pianezza si sta legando strettamente al nome discarica, il danno non solo ambientale ma anche d’immagine potrebbe risultare molto pesante e non saranno le opere d’arte sulle rotonde a rimediarlo. I cittadini sanno distinguere e sapranno anche chi ringraziare.
Ora però in questa situazione e con il serio rischio di vedere la discarica di Cassagna sostituire la discarica di Basse di Stura in tutto e per tutto dobbiamo capire cosa fare o come rimediare alle decisioni sbagliate.
La prima questione è: per quanto tempo. Tutti hanno detto fino al 2012 poi hanno cambiato dicendo fino a quando entrerà in funzione il nuovo inceneritore. Poi è stato scritto nei documenti “entrata in esercizio a regime”. Quel “a regime” resta un termine indefinito perché non è quantificabile in giorni mesi o anni. Probabilmente ci vorrà almeno un anno prima che l’esercizio sia a regime.
Allora bisogna essere chiari sui tempi. Secondo previsioni non truffaldine si può ragionevolmente dire che prima del 2015 quel termovalorizzatore non sarà a regime.
Questo può significare che se il quarto lotto della discarica si esaurirà prima si presenterà un buon motivo per approvare il quinto lotto.
Allora la posizione del Comune deve essere chiara: nessun ulteriore ampliamento. Ma non basta perché occorre una riduzione drastica dell’attuale quantitativo dei rifiuti conferiti e la certezza del mantenimento della data di chiusura della discarica alla scadenza del 19 marzo 2003.
Si può valutare la disponibilità ad un eventuale completamento delle disponibilità residue a condizione che fino a quella data non si verificheranno problemi di cattivi odori.
Secondo criterio è quello del rifiuto differenziato. Se non si raggiunge almeno il 50% di differenziata non si può scaricare in discarica.
Ultima questione: chiusura dell’impianto di compostaggio se entro un mese non vengono accertate le cause dei cattivi odori. Non si riparte se non dopo aver risolto tutti i problemi di funzionamento o di modalità di trattamento e delle operazioni collegate.
Resta del tutto chiaro che impianto e discarica non sono due problemi diversi ma eventualmente due facce dello stesso problema.
Nella riunione di piazza indetta dal Partito Democratico è stato detto chiaramente che se l’impianto di compostaggio è la causa della puzza verrà chiuso.
La domanda spontanea di una signora presente è stata: e se invece la puzza viene dalla discarica.
Questa domanda non ha avuto risposta. Credo che l’unica risposta possibile è che se la puzza viene dalla discarica e se non si può chiudere si ritorna alla situazione di prima e cioè 50.000 tonnellate annue e Torino cerca un’altra soluzione.

LA PUZZA

LA PUZZA - pianezzesi
      ... è arrivata

puntuale insieme ai gabbiani che da Basse di Stura sono migrati a Cassagna. Dal 2 gennaio 2010 anche per i Pianezzesi la situazione è cambiata. Niente sarà più come prima. In futuro quando capiterà un evento nella nostra città sarà con o senza. Molto dipenderà dal tempo, dalla pressione atmosferica, dalla temperatura, dai venti e dalla loro direzione. Sarà nostra compagna fedele. Non ci tradirà con altre città: resterà accanto a noi nelle ore liete e nei tempi tristi. Ci saranno momenti in cui il nostro unico desiderio sarà che sparisca per sempre pur sapendo di ritrovarla l’indomani, puntuale come un orologio svizzero. Ci saranno giorni che passeremo indenni trattenendo il respiro per non svegliarla nella speranza di arrivare alla mezzanotte senza che si faccia sentire e ci saranno altri giorni che non passeremo indenni, trattenendo il respiro perché si farà sentire, anche troppo. Lei verrà, per prima nei nostri pensieri.
Quando useremo il verbo “sentire” non sarà più la musica di Beethoven o il rumore di una cascata, il dolce di un bigné o l’amaro di un destino, il dolore di una ferita o il desiderio dell’amante e mille altri significati ma avrà un solo significato.
I nostri occhi e le nostre orecchie, il gusto e il tatto, il freddo e il caldo; tutto verrà dopo. A “sentire” sarà per primo il naso. Il primato tra i cinque è conquistato definitivamente dall’olfatto o odorato che tramite i chemioricettori rende possibile la percezione delle sostanze chimiche volatili e dei gas presenti nell’aria. I recettori hanno una sensibilità capace di distinguere 10.000 odori diversi. Non sarà quella di Cassagna a sfuggire alla loro capacità discriminativa. Mai come qui da noi l’uomo (e la donna) sperimenterà l’olfatto come strumento di conoscenza dell’ambiente circostante. (Wikipedia). Qualcosa cambierà nelle nostre abitudini.
Capiterà di ricevere ospiti chiudendo frettolosamente la porta per non lasciarli all’aria aperta perché fa freddo e c’è un po’ di umidità.
Capiterà di non aprire la finestra perché lo spiffero è sempre in agguato e potresti prenderti il raffreddore.
Capiterà di non uscire sul balcone perché stiamo bene anche dentro e poi la vista è bella dalla vetrata.
Capiterà di convincere inutilmente chi vorrebbe comprare il tuo alloggio che i giornali esagerano e che poi qui siamo molto lontani.
Capiterà di nascondere qualcosa a qualcuno per non indignarci e poi di indignarci perché qualcuno ha nascosto la decisione nel silenzio.
Capiterà di ascoltare il monito, tra vaghezze, reticenze e silenzi, che non bisogna creare allarmismi perché tutto è sotto controllo e che presto entreranno in azione i nasi elettronici.
Poi verranno i nostri amministratori pubblici a chiedere il voto ricordandoci che si sono impegnati per migliorare la qualità dell’ambiente e la qualità della nostra vita.
Allora domanderemo se già sapevano che cosa vuol dire scaricare un milione di tonnellate di rifiuti a Cassagna, dalle otto del mattino alle otto di sera dal lunedì al sabato compreso.
 

RASSEGNA STAMPA

La discarica 'sospesa' mette in crisi Torino

UNA discarica, quella di Vespie, vicino a Castellamonte, che lascia passare le sue acque sporche in un torrente lì vicino e il sistema di smaltimento di rifiuti del Torinese che rischia di andare in tilt. Un «pericolo remoto», secondo il presidente dell'Ato Rifiuti, Paolo Foietta. Che però avverte: «Per arrivare con tranquillità fino all'avvio dell'inceneritore del Gerbido è bene ricominciare con una campagna seria sulla raccolta differenziata, perché abbiamo segnali che qualche Comune ha rallentato». Tutto comincia lunedì 23 agosto, quando l'Arpa rileva la presenza di una certa quantità di percolato nel torrente che scorre sotto la discarica. Niente di troppo allarmante, anche perché le sostanze di scarto prodotte dall'impianto sono diluite dalle piogge. Ma tanto basta all'agenzia per la protezione dell'ambiente per far partire la segnalazione e alla Provincia per decretare la sospensione dell'attività (notificata ieri) per un periodo di due mesi. Colpa, si presume, degli scarsi interventi di manutenzione. Anche perché l'Asa, il consorzio che gestiva lo smaltimento dei rifiuti nella zona, non ha certo brillato per efficienza. Soprattutto in quella dei propri bilanci, tant'è che da febbraio è gestita dall'amministratore straordinario nominato dal ministero delle Attività produttive, l'avvocato Stefano Ambrosini. Ora l'Asa dovrà trovare nei propri magri conti le risorse (si parla di 100 mila euro) per risolvere il problema. Che sarebbe derivato dalle straordinarie piogge avvenute nel corso dell'estate. «La situazione è sotto controllo e contiamo di poter tornare a smaltire nei prossimi 15-20 giorni. Per poi completare la procedura per ottenere l'ampliamento della discarica», fanno sapere dal consorzio. Ma c'è un problema: dove indirizzare i rifiuti di Cuorgné, Castellamonte, Rivarolo e di tutti gli altri comuni che normalmente smaltivano a Vespie le proprie scorie? L'unica soluzione, per il momento, è di destinarli all'impianto di Pianezza. Dove però già arrivano gli scarti prodotti da Torino, che da dicembre è orfana della discarica di Basse di Stura e che attende l'inceneritore del Gerbido. Se i rifiuti di quella parte di Canavese dovessero arrivare soltanto per alcuni giorni, il problema sarebbe minimo, perché, dice Foietta, «la produzione di quel bacino è di 3 mila tonnellate al mese, meno di quanto produce Torino in un solo giorno». Diverso sarebbe se a Castellamonte le operazioni dovessero procedere a rilento. In ogni caso il presidente dell'Ato-R assicura che «entro 15 giorni troveremo delle soluzioni alternative, per esempio sfruttando la nuova discarica di Chivasso che dal 15 settembre entrerà in funzione». Ma l'impianto di Pianezza resta strategico nell'avvicinamento all'inceneritore e per questo viene costantemente monitorato dalla Provincia. E, sottolinea Foietta, «non dobbiamo sprecarne neppure un metro cubo. Per questo è necessario ricominciare subito una campagna serie sulla raccolta differenziata». - STEFANO PAROLA



Champagne e salame Basse di Stura chiude
Mancano una quarantina di minuti al brindisi di Capodanno. In lontananza si sente il fragore dei primi botti e, in via Germagnano, festeggiano chiassosi i nomadi che sono accampati lungo le rive della Stura. E' a quell'ora, le 23,20 circa, che l'ultimo camioncino ''compattatore'', colmo di immondizia recuperata da un mercato rionale, si affaccia all'ingresso dell'impianto di Basse di Stura. Si ferma sul peso, viene registrato, si arrampica fino al ''fronte rifiuti'', dove scarica la poltiglia di frutta e verdura sotto la potente luce dei riflettori. E' l'ultimo mezzo che e' entrato nella discarica inaugurata 62 anni fa. Adesso la discarica di Basse di Stura e' chiusa davvero. I camion carichi di rifiuti viaggeranno verso localita' Cassagna di PIANEZZA, dove e' stato costruito il Punto Ambiente. «Non abbiamo nemmeno sforato sugli orari, e' ancora il 31 dicembre, la data fissata per lo stop» scherzano alcuni dipendenti dell'Amiat avvolti in pesanti giacconi invernali. Qualche ora prima, alle 15, un centinaio di persone si erano ritrovate davanti ai cancelli dell'impianto di via Germagnano per un brindisi. «I politici hanno mantenuto le promesse, siamo contenti, finalmente si potra' respirare» diceva Nadia Conticelli, vice presidente della Circoscrizione VI. C'erano consiglieri comunali, provinciali, regionali, rappresentanti delle circoscrizioni, del Coordinamento dei Comitati di Torino Nord, l'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Ronco e il presidente della Provincia Antonio Saitta. Poi tanti cittadini, quelli che, da sempre, sono stati costretti a convivere con quella collina di rifiuti dove, negli anni, e' finito anche qualche cadavere. Su un tavolino hanno steso una tovaglia bianca con su ricamato ''discarica addio'', sulla quale hanno sistemato salami, formaggio, panini, panettoni e dolci assortiti. A un certo punto sono saltati anche i tappi delle bottiglie di champagne e brachetto. «Abbiamo svuotato le cantine» scherzano i residenti «ma stavolta ne valeva davvero la pena». Gli autisti che entrano ed escono dall'impianto rallentano e guardano incuriositi, qualcuno abbassa il finestrino dei camion e ricambia gli auguri. Per l'ultimo pomeriggio dell'anno le polemiche (quelle scoppiate tra il sindaco Chiamparino e Saitta sul futuro utilizzo della discarica e dei 250 mila metri cubi di sito ancora da usare) vengono accantonate. «L'assessore comunale all'Ambiente Tricarico mi ha telefonato per dirmi che, se non fosse stato fuori citta', sarebbe venuto volentieri puntualizza Paola Bragantini, presidente della V Circoscrizione -. Cosi' anche il vicesindaco Dealessandri». Improvvisamente, quando arriva Paolo Foietta, il direttore di Ato-Rifiuti, parte un lungo applauso. «Se lo merita perche' ha lavorato concretamente per trovare un sito alternativo a Base di Stura» spiega ancora la Bragantini. E questo e' solo l'antipasto della grande festa che sara' organizzata per fine di gennaio. La discarica non morira', tiene a sottolineare Marco Camoletto, il presidente di Amiat: «Adesso inizia il periodo di gestione visto che l'impianto e' ancora in grado di produrre biogas per una quindicina di anni. Poi continueranno le visite guidate alle scolaresche e si comincera' a pensare al futuro, al verde, alle energie alternative».
GIACOMINO GIANNI - 02-01-2010, STAMPA, TORINO, pag.53
 
EMERGENZA RIFIUTI L'AZIENDA TORINESE SBARCA IN BRASILE
Amiat sborsera' 27 milioni per la discarica di Pianezza
Ventisette milioni. E' la somma che Amiat, probabilmente tramite un mega-mutuo, sborsera' per comprare la «Cassagna Srl», proprietaria della discarica di PIANEZZA e di un'altra in Brasile. Per la precisione a Natal, area metropolitana di un milione di abitanti e capitale dello stato di Rio Grande do Norte. Ieri Amiat e la societa' Cassagna hanno sottoscritto un memorandum che sancisce la disponibilita' del privato a vendere. Se la «due diligence» dell'acquirente avra' esito positivo, il passaggio di mano potrebbe avvenire in pochi mesi. La discarica di PIANEZZA, dove Amiat scarica i rifiuti di Torino dopo la chiusura di Basse di Stura, funzionera' per 3-4 anni fino all'avvio dell'inceneritore (il cantiere del Gerbido ripartira' a fine mese). La concessione dell'impianto a Natal da parte della «Sereco», societa' brasiliana partecipata al 100% dalla «Cassagna Srl», prevede una durata ventennale (a un ritmo di 1200 tonnellate al giorno). In particolare, rappresenta il trampolino di lancio di Amiat all'estero al netto della presenza in Cile (dove l'azienda torinese gestisce il servizio di raccolta e spazzamento in alcune citta') e una «vetrina» per presentarsi con solide credenziali alle gare internazionali. Due discariche al posto di una, cioe' Basse di Stura. Non certo un dettaglio per un'azienda che punta a emanciparsi dal suo territorio, dotandosi di un patrimonio impiantistico appetibile per un eventuale socio privato. Lo «shopping» viaggia su due livelli: in Italia e all'estero. A proposito: il sindaco di Bacau, in Romania, la settimana prossima incontrera' nella sua visita torinese anche i vertici di Amiat. Sul piatto c'e' la gestione di una fra le piu' grandi discariche europee. Certi appuntamenti non sono frutto del caso.
ALE MON - 09-01-2010, STAMPA, TORINO, pag.51
 
LA CURIOSITA' I PROGETTI DI AMIAT PER I NUOVI QUARTIERI PERMETTERANNO DI RIDURRE I COSTI
La raccolta rifiuti? Sara' pneumatica
A Barcellona e nel Nord Europa il servizio e' gia' realta'. Venaria ci ha provato ma gli e' andata buca. Torino ci pensa seriamente e nel prossimo decennio la grande rivoluzione urbanistica rappresentata dalla Variante 200 che trasformera' Barriera Milano si portera' dietro un altrettanto rivoluzionario servizio di raccolta rifiuti. Basta cassonetti maleodoranti sotto i balconi di casa e basta, soprattutto, con i rumorosi e inquinanti camion compattatori che nelle prime ore del mattino passano a raccogliere l'immondizia. Tra un decennio la spazzatura sparira' in un tubo pneumatico che, simile a una fognatura, tocchera' tutti gli edifici facendo da collettore dell'immondizia trasportandola automaticamente a un unico centro di raccolta gestito da Amiat. Sembra fantascienza, ma e' anche su questo tipo di raccolta rifiuti realizzabile solo in aree ancora da infrastrutturare e non certo nel centro storico (almeno per ora), tecnologicamente avanzato e a basso impiego di manodopera, che punta l'azienda di via Giordano Bruno per trasformarsi in un'azienda sempre piu' appetibile sul mercato, sempre piu' efficiente e in grado quindi di realizzare il servizio di raccolta rifiuti a un costo che non si traduca automaticamente in un salasso per i cittadini attraverso la Tarsu. Il progetto «spazzatura pneumatica» e' emerso ieri in Commissione controllo di gestione dove i vertici di Amiat guidati dal presidente Marco Camoletto, dall'ad Maurizio Magnabosco e dal direttore Diego Cometto, erano stati convocati dal presidente Angeleri (Lega) per chiarire se corrispondeva al vero la notizia che Amiat avrebbe dovuto ridimensionare i suoi occupati (circa 2100 persone) di ben 200 unita' e che il costo della raccolta rifiuti nel
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Il sito della discarica

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Laggiù la discarica

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Riunione pubblica 6 febbraio 2009

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La parola ai cittadini

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Impianto Punto ambiente 11-2010

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Via Cassagna

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La grande discarica di via Cassagna

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La nuova montagna

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La nuova vasca

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Ruspe al lavoro

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La nuova collina

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Impianti all'orizzonte

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L'impianto di trattamento dei rifiuti organici

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Ottobre 2010

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Pneumatici in discarica 10-2010

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Il palio 2010 di Casorati

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Il palco

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Hanno vinto il palio

Pianezza s'é desta

Pianezza s'é desta - pianezzesi

Il grande faggio primavera 2009

Il grande faggio primavera 2009 - pianezzesi

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